“Mentre il presidente parla di pace all’ONU, qui continuano ad assassinarci”

di Marco Marano

La denuncia arriva diretta su twitter dalla senatrice del partito FARC Griselda Lobo, dopo l’assassinio di ieri di un’altro attivista colombiano, che ha portato a 229 il numero delle vittime da quando è stato firmato il trattato di pace tra le FARC e il governo colombiano nel 2016.

Bologna 23, settembre 2020 – Al sopraggiungere della notizia sull’ennesimo assassinio di un attivista, ex militante delle FARC, quando erano “Forze armate rivoluzionarie di Colombia”, la rabbia del partito Farc, oggi “Forza alternativa rivoluzionaria del comune”, è tanta anche per la beffa dell’Onu…

La passerella liberticida all’Onu

Si, perché contemporaneamente all’Onu c’è la passerella di dittatori e presidenti autoritari, come il brasiliano Bolsonaro e quello colombiano, Iván Duque, la cui polizia è messa sotto accusa per la strage di quattordici manifestanti pacifici un paio di settimane or sono. Intanto questi governi carnefici parlano al mondo di pace e di ambiente…

Ammazzato con due colpi alla testa

Tanta rabbia per Nelson David Sánchez Segura, ammazzato ieri come un cane con due colpi di pistola alla testa, nel comune di Tumaco, dipartimento di Nariño, zona sud-occidentale del Paese. E’ il numero 229 da quando nel 2016 l’allora presidente Juan Manuel Santos Calderón, premiato per questo con il nobel per la pace, mise fine alla guerra interna con le Farc e permise la sua trasformazione in partito politico.

La mattanza della destra liberticida

Una cosa questa che non è certo andata giù agli ambienti più corrotti della destra istituzionale, comprese forze dell’ordine ed esercito, spesso in combutta con i narcotrafficanti.

Una volta finito il mandato di Santos, ripreso il potere con l’attuale presidente Duque, è iniziata una mattanza senza fine nei confronti degli ex militanti delle Farc, dopo attivisti sociali. Sánchez Segura infatti era menbro di una cooperativa, Tumaco Urbano, attiva sul processo di “reincorporazione” alla vita sociale.

Il bue che dice del cornuto all’asino

Da una notizia dell’agenzia Nova il presidente colombiano, che governa come un gangster il paese latinoarericano, leggiamo una sua dichiarazione tipica “del bue che dice del cornuto all’asino”, poiché ha accusato il presidente del Venezuela Maduro ed il suo governo di finanziarsi con il narcotraffico, cosa che varie inchieste giornalistiche hanno dimostrato che è proprio quello che fa lui… Inoltre ha accusato Maduro di ospitare terroristi nel suo paese. Beh detto da uno che governa il proprio paese con gli omicidi seriali, non è cosa da poco…

FONTE: Telesur

Immagine in evidenza: EFE

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