Diritti negati nel mondo

I sovranismi incostituzionali nell’epoca delle post-democrazie

 di Marco Marano

La rimozione delle regole costituzionali e dei suoi valori sottesi, da parte di tutti gli attuali governi sovranisti, viene attivata attraverso la mistificazione del rapporto tra la dimensione della sicurezza e quella della legalità.

Bologna, 23 agosto 2019 – Se, come abbiamo visto nella prima parte di questo racconto, l’epoca delle post-democrazie si caratterizza per il ribaltamento dei significati della società alfabeta, l’altro elemento, di pari passo, che le contraddistingue, è sicuramente l’esautorazione delle carte costituzionali, attraverso legislazioni liberticide.

I caratteri delle post-democrazie

0c070928-bccf-42f4-a7ff-e423f5788a2bFondamentalmente, ciò avviene mediante il ribaltamento di un paradigma sostanziale della civiltà liberale, cioè quello di legare il concetto di sicurezza sociale a quello di legalità.

Sappiamo che i due ambiti, in una società democratica, non possono e non devono essere l’uno la diretta conseguenza dell’altra, poiché esprimono precetti che attengono la prima alla gestione dell’ordine pubblico, la seconda alla dimensione etica della società: dai comportamenti privati a quelli pubblici.

La loro unione, si traduce nella realtà come una “mistificazione dei valori democratici”, poiché va contro la mission stessa di una società liberale, e ciò significherebbe la deviazione verso una società etica, che storicamente ha prodotto i totalitarismi…

L’Ungheria caposcuola di sovranismo

Orb_APIl primo ad innescare questo processo è stato Viktor Orbán in Ungheria, che tra il 2013 ed il 2015, ha praticamente sovvertito l’ordine costituzionale, trasformando gradatamente, a colpi di maggioranza parlamentare, la legge fondamentale, con i contrappesi, sbilanciati a suo favore. Ma non si è fermato a questo. Dal punto di vista dei principi fondamentali, ultimamente ha imposto di inserire nella Costituzione magiara il divieto di povertà, con il conseguente l’arresto dei senza dimora: mistificazione valoriale

Come svuotare le democrazie rappresentative

downloadSe la situazione ungherese ha consentito colpi di mano radicali del processo costituzionale, gli altri paesi si sono dovuti adattare al fatto che le loro maggioranze non hanno potuto sovvertire, fino ad oggi, le leggi fondamentali.

La tecnica usata dai governi sovranisti, in tutti i paesi del mondo, è quella di narrare la salvezza della patria contro un nemico ideale: i poveri o i migranti. Con questo escamotage narratologico, viene usato l’involucro delle democrazie rappresentative, per poi svuotarle dei suoi contenuti, attraverso, appunto, il sovvertimento dei significati e la mistificazione dei valori sociali tradizionalmente condivisi.

Ma bypassare i dettati costituzionali vuol dire innescare fisiologicamente scontri istituzionali tra varie componenti, prima delle quali la magistratura. Essa è chiamata a dirimere conflitti tra stato e singoli comuni, o fra stati e regioni, e ancora, nei sistemi federali, tra stati federali e governo nazionale,

La lunga estate calda

openarmslampedusaL’estate del 2019 si è dimostrata quanto mai rivelatrice di questa dimensione portata avanti da tutti i governi sovranisti: dall’Italia al Brasile, dagli Stati Uniti ai paesi centro-americani, fino alla Russia e alla Turchia, paese palesemente autoritario.

Due notizie di questi giorni che riguardano gli Stati Uniti e l’ Italia, raffigurano precisamente queste crescenti realtà, laddove sono i sistemi giudiziari a fare la differenza, che, quando non sono corrotti come si è scoperto in Brasile, rispondono alla logica della separazione dei poteri, smentendo le leggi “etiche” liberticide e anticostituzionali.

Gli Stati federati contro Trump

Letitia James_ procuratore generale di New York_Foto_Mary Altaffer _ApNew York, Connecticut, Vermont, California, Pennsylvania, Washington, con un’altra decina di Stati, insieme alla città di New York, hanno sottoscritto una causa legale contro la Casa Bianca.

La norma che ha fatto imbestialire i governatori ed il sindaco della grande mela,  vieta la concessione della residenza permanente agli immigrati e di conseguenza impedisce l’erogazione dei servizi sociali  legati  all’assistenza pubblica, sia dal punto di vista medico, passando per i buoni pasto, ma anche in merito all’indennità di alloggio. Una norma questa che dovrebbe entrare in vigore nel mese di ottobre, il cui senso è quello che gli immigrati non devono essere un onere pubblico, anche se pagano le tasse.

Le dichiarazioni di anticostituzionalità da parte del Procuratore generale di New York, la democratica Letitia James, rappresentano la chiave di lettura delle post-democrazie: “Generazioni di cittadini sono arrivati ​​sulla costa di Ellis Island con nient’altro che un sogno tra le braccia (…) Gli sforzi a malapena velati dell’amministrazione Trump, per chi deve entrare negli Stati Uniti, che soddisfano i suoi restrittivi requisiti etnici, razziali ed economici, sono una chiara violazione delle nostre leggi e dei nostri valori“.

Il paradosso italiano

Schermata-2019-05-30-alle-13.03.11Proprio in questi ultimi tre giorni è tornato alla ribalta il tema controverso del “porto sicuro” italiano…

La Open Arms, nave di una Ong spagnola, ha salvato un centinaio di persone nel Mediterraneo, tenute 19 giorni in mare senza poter sbarcare. Ora, analizzando i passaggi di questa vicenda, si comprende perfettamente come il sistema istituzionale italiano sia stato fatto implodere in modo deliberato, creando una situazione sociale paradossale.

Sullo sfondo ci sono i decreti sicurezza voluti dall’ex, o quasi, ministro degli interni, dove, in sintesi, viene impedito il salvataggio dei rifugiati in mare, ma anche l’approdo in un porto sicuro italiano. Già di per sé è sotto gli occhi di tutti come queste due leggi vadano in senso contrario a vari articoli della Costituzione italiana. A ciò si aggiunga la catena di comando, che parte dal ministro e raggiunge, a caduta, i suoi funzionari e dirigenti, che si sono resi responsabili di vietare un attracco che non poteva essere vietato dalle leggi superiori e vigenti: trattati internazionali e dettato costituzionale.

In linea, quindi, con gli ordini di un ministro, che ha chiesto pieni poteri, la magistratura di Agrigento ha prima aperto un fascicolo contro ignoti, indirizzato ad indagare sul comportamento della Ong, per favoreggiamento dell’emigrazione clandestina, rispondendo così alla legge liberticida. In un secondo momento però, ne ha aperto un altro opposto per sequestro di persona, violenza privata, omissione e rifiuto di atti d’ufficio, rivolto chiaramente alla catena di comando. Tutto ciò dopo che il Tar del Lazio, su vertenza della Ong, legittimava la nave ad entrare nelle acque territoriali. Infine, il giudice Patronaggio, sempre dopo denuncia della Ong, recandosi direttamente nella nave, valutava l’urgenza di fare sbarcare le persone…

Dalla Russia con poco amore: vietato protestare

OlgaOlga Misik è un’adolescente di 17 anni diventata simbolo della resistenza all’oppressione della polizia in Russia: la foto della ragazza che legge la Costituzione, a causa degli arresti  del 27 luglio è diventata virale.  La manifestazione era stata convocata dagli oppositori al regime per contestare contro l’esclusione deliberata degli esponenti anti-Putin alle elezioni comunali di Mosca, in programma l’8 settembre di quest’anno.

Così, la polizia fermava e arrestava un migliaio di manifestanti. La ragazza decideva di inscenare una sua personale protesta. Si sedeva per terra per  leggere la Costituzione russa, laddove afferma il diritto di organizzare manifestazioni pacifiche: arrestata anche lei…

Ma il metodo degli arresti come strumento politico il regime di Putin lo utilizza anche nei confronti dei funzionari governativi, nel contesto delle lotte intestine per il potere tra gli oligarchi. In questo caso abbiamo il terzo pilastro delle post-democrazie: un sistema corruttivo strutturato.

Lo scienziato politico ed economista Kirill Rogov, così spiega questo fenomeno: “La proliferazione di accuse contro alti funzionari mira a mantenere la tensione in tutta l’élite, un senso di terrore ‘leggero’. L’obiettivo è garantire la lealtà dell’élite e la stabilità del sistema mediante la minaccia permanente. In precedenza, la promessa di arricchimento era sufficiente per mantenere la coesione, ora dobbiamo aggiungere la paura”.

Ricatti, reverenze e crudeltà tra Usa e Guatemala

Foto Carlos HernándezIl caso del Guatemala si annoda sull’incostituzionalità di leggi liberticide messe in atto dai due paesi: l’uno ha seguito l’altro. Lo scontro istituzionale guatemalteco, tra il governo dell’uscente Presidente Jimmy Morales, e la Corte Costituzionale del paese centro-americano, nasce in seguito all’accordo con Washington per dichiarare il Guatemala “paese sicuro”, al fine di fermare lì i migranti che provengono da El Salvador e Honduras, per chiedere l’asilo politico. Accordo che la Corte Costituzionale ha rigettato.

Questo patto scellerato nasce in seguito ad una ordinanza dell’inquilino della Casa Bianca, che a detta di tutti i giuristi avrebbe forti elementi di incostituzionalità, secondo cui chi arriva negli States passando da un altro Stato, non può chiedere la protezione internazionale. In tal senso Trump ha imposto il Guatemala come sponda per contenere i migranti, una cosa molto simile all’accordo che la Germania, per conto dell’Europa, ha firmato con la Turchia, in cambio di vari milioni di euro, per fermare lì i richiedenti asilo siriani…

La sintesi di questo accordo può così essere descritta: un salvadoregno che scappa da un paese dove i territori sono governati dalle gang, che ai semplici cittadini impongono il pizzo anche per respirare, pena la morte, va a chiedere asilo in un paese dove più della metà della popolazione è sotto la soglia di povertà… Dove le gang, anche legate agli apparati di sicurezza, esercitano violenza sulla società, con un alto tasso di omicidi…

Il ricatto dell’amministrazione americana, comunque ben accolto dall’ex Presidente Morales, si fondava sulla possibilità, se l’accordo non fosse passato, di imporre tasse sulle rimesse dei cittadini guatemaltechi residenti negli Usa. Come incentivo Trump garantiva una serie di benefit come permessi di soggiorno a gogò per attività lavorative nel settore agricolo.

Così la Consulta guatemalteca: “Per motivi di cittadinanza e nell’attuale congiuntura, esortiamo tutti i funzionari pubblici ad assumersi le proprie responsabilità in conformità con la Costituzione e le altre leggi della Repubblica”.

 Continua

 

Immagine in evidenza: Reuters

Credits: AP, Charlie Hebdo, Social media, 

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