Le lotte sindacali in Costa Rica contro il presidente neoliberista

di Marco Marano

Mentre i privilegi per gli evasori fiscali aumentano ed il popolo s’impoverisce, la paura di sottostare al giogo del Fondo Monetario Internazionale ha scatenato le piazze del piccolo paese centroamericano.

Bologna, 14 ottobre 2020 – L’aveva promesso Célimo Guido, leader del Movimiento Rescate Nacional (MRN), che le proteste di piazza non si sarebbero esaurite, dopo la dura repressione della polizia, perpetrata lunedì scorso.

L’opposizione sociale sul piede di guerra

Così è stata annunciata per oggi, nella capitale San José, una nuova mobilitazione del movimento che riunisce 36 organizzazioni sindacali, che culminerà presso l’aeroporto internazionale Juan Santamaría, Per lunedì prossimo invece è stato annunciato uno sciopero nazionale, tema il rifiuto delle politiche neoliberiste, leit motiv del continente latinoamericano.

Sotto ricatto del FMI

La manifestazione incriminata“ era stata indetta contro la richiesta di prestito al FMI di 1,75 miliardi di dollari, una ipotesi che metterebbe il paese sotto un ricatto continuo. Le gravi accuse del movimento sindacale sono state indirizzate contro il governo che avrebbe infiltrato degli agenti tra la folla, per innescare un conflitto finalizzato alla repressione.

Diseguaglianze e privilegi e il popolo sta a guardare

Del resto, dal tono degli slogan si evince la disastrosa situazione sociale del paese…   “Che i ricchi paghino come ricchi e i poveri come poveri, Sì alle tasse per i grandi evasori, Niente più tasse per la classe operaia e il popolo, la Patria non si  vende, la patria si difende“. Poi, una volta arrivati, attraverso le strade principali del centro città, davanti alla residenza del presidente è iniziata la repressione della polizia.

Il gioco di parole del presidente

Il presidente Carlos Alvarado aveva annunciato, il 4 ottobre, dopo la primissima manifestazione di massa del 30 settembre svoltasi sempre nella capitale, il ritiro di quel piano. Non il ritiro della richiesta di prestito, ma di quel tipo di richiesta. Così facendo le organizzazioni di opposizione sociale hanno segnalato il  fatto che il presidente non rinuncia a negoziare con il Fondo Monedtario Internazionale.

FONTE: Telesur

Immagine in Evidenza: EFE

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