Libia

Onu: l’Isis tassa il traffico di esseri umani in Libia

di Marco Marano

Un nuovo rapporto ha segnalato come l’Isis controlli le reti dei trafficanti di esseri umani e sottolineato la presenza di migliaia di mercenari del Sudan e del Ciad che stanno partecipando alla guerra civile, mentre nel  frattempo il presidente turco ha minacciato il sostegno militare a Serraj, ed il suo avversario Haftar ha proclamato di essere vicino alla fine della guerra con la presa di Tripoli.

5cc1ba0b260000340070e089Bologna, 13 dicembre 2019 – Una relazione di 376 pagine uscita ad inizio settimana, ha svelato alcuni retroscena sulla situazione in Libia, dove il sedicente Stato islamico si sta riorganizzando, approfittando dei vuoti lasciati dagli eserciti irregolari dei due contendenti.

Gli sforzi che dicono di portare sia gli Usa che le due parti in causa contro il terrorismo islamico, in realtà non hanno fatto altro che limitare il numero di attacchi. Altra cosa è impedire una strutturata riorganizzazione, annunciata dal gruppo terroristico già l’estate scorsa, il quale dopo il ridimensionamento siriano e iracheno, ha individuato in Libia il l’asse portante delle operazioni future.

Mercenario che va mercenario che viene

LibyaNon solo, l’indagine fa il punto sulle forze in campo, chiarendo il motivo per cui lo stesso giorno il “sultano” Erdogan ha minacciato l’invio di qualche migliaio di soldati turchi  a supporto di Serraj, con cui trivellerà un pezzo del Mediterraneo adiacente a Cipro. Dall’inchiesta delle Nazioni Unite emerge che migliaia di mercenari sudanesi e del Ciad, stanno attivamente partecipando alla guerra civile. Inoltre le nazioni arabe ed europee non hanno rispettato l’embargo sulla vendita delle armi in Libia.

Ricapitolando una complicata sintesi

L’esercito irregolare di Haftar, sostenuto da Francia, Russia, Giordania ed Emirati Arabi uniti, riceve illegalmente armi dagli ultimi due, mentre ottiene sostegno militare da un’organizzazione di mercenari russi, da quattro gruppi mercenari sudanesi e da uno del Ciad. Serraj invece, appoggiato dall’Onu, dall’Italia, dal Qatar e dalla Turchia, riceve armi illegalmente da quest’ultima, e sostegno militare da un gruppo mercenario sudanese, da due del Ciad e da un terzo gruppo sempre del Ciad che però a seconda del vento che soffia guerreggia anche dalla parte di Haftar.

Il pizzo sugli esseri umani e i lager libici

tajoura-dentro-lhangar“L’Isis in Libia finanzia le sue attività attraverso rapine, rapimenti per riscatto, estorsioni ai cittadini libici e  attraverso il traffico transfrontaliero di manufatti e altre merci (…) La tassazione delle reti della tratta di esseri umani continua ad essere una fonte di finanziamento per l’ISIS in Libia”.

Questi passaggi del rapporto Onu, riportati da tutti gli organi d’informazione, sottolineano, in quel pezzo di nord-Africa,  la funzione svolta dall’Isis insieme a minoranze qaediste.

Prolificano lentamente gli insediamenti, attraverso l’inserimento di nuove forze provenienti dal Medio Oriente, ma anche persone costrette ad affiliarsi dopo essere stati  assaltati ed aver subito razzie nei propri  villaggi.

Il calcolo del numero di affiliati diventa in questa fase difficile,  le stime statunitensi parlano di poche centinaia, ma non esistono strumenti di intelligence per poter dare una dimensione sicura a quello che sta avvenendo. Di certo è che Daesh riesce ad imporre il pizzo ai clan sparsi sul territorio libico e al confine con Algeria e Niger, soprattutto sul commercio di esseri umani che hanno come polarizzazione i lager ufficiali del governo Serraj e quelli meno ufficiali che passano di mano in mano…

Tra un proclama e l’altro

7111c6e3-a919-495f-9733-0fc236636780_16x9_788x442Intanto, proprio ieri, in un discorso televisivo, il generale Khalifa Haftar ha annunciato che il suo Esercito Nazionale Libico (LNA) sta avanzando verso Tripoli, intimando ai miliziani di consegnare le armi se vogliono salvarsi la vita.

 

Quanto il proclama corrisponda alla realtà è tutto da capire, poiché in questa guerra tra miliziani, da un lato e dall’altro, che combattono in canottiera con le infradito, se non entrano eserciti regolari in campo, diventerà difficile che qualcuno dei due contendenti possa prevalere

“L’esercito nazionale libico è inevitabilmente vittorioso nella battaglia di Tripoli. Chiediamo alle unità che avanzano verso Tripoli di rispettare le regole di ingaggio. Chiediamo ai miliziani che stanno combattendo il nostro esercito di rimanere nelle loro case e saranno al sicuro…!”

FONTI: Al Jazeera, Associated press, OFCS-Report,  Al Arabya

Immagine in evidenza: Facebook

Credits: Associated press

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