Egitto

Al-Sisi reprime le proteste del popolo e saluta l’alleato americano

 

Jonathan Ernst _Reuters

di Marco Marano

Mentre l’Unione Europea equipara il comunismo al nazifascismo, un suo partner privilegiato, il dittatore egiziano, viene duramente contestato nelle piazze, dopo l’uscita di un video che fa luce sul suo sistema corruttivo da basso impero. Nel frattempo, l’altro “compagno di merende” Trump, gli stringe la mano, rincuorandolo.

22est1-egitto-protesta-ap-iaBologna, 24 settembre 2019 – Tra venerdì e sabato scorso le forze di sicurezza egiziane hanno fatto man bassa delle migliaia di persone scese in piazza in un modo assolutamente spontaneo al Cairo e a Suez, dopo che su internet è girato il video mandato in rete da un ex uomo d’affari rifugiatosi in Spagna, Mohamed Ali. In questo filmato veniva svelato il sistema di corruzione e clientelismo gestiti dalla famiglia del presidente e dal cerchio magico che forma il suo staff di potere. Un sistema conosciuto dall’uomo poiché ne è stato uno dei partecipanti, attraverso una serie di commesse… Tutto questo nel contesto di un paese che muore di fame…

Le tecniche di gestione del governo autoritario

24est-egitto-afp-In realtà tra venerdì e sabato scorso le proteste sono maturate in varie parti del paese, anche se quelle del Cairo e Suez sono state le più drammatiche. Piazza Tahrir, simbolo della primavera araba, veniva cinturata dalle forze d’assalto, mentre a Suez centinaia di persone si dirigevano verso il centro città per essere assaliti dai veicoli blindati del governo autoritario. “Hanno sparato di tutto” ha detto un uomo all’agenzia AFP.

C’erano i soliti gas lacrimogeni, ma spuntavano uomini in borghese con veri e propri fucili da caccia…  E poi tanti arresti arbitrari: bastava essere nelle vicinanze di piazza Tahrir per essere preso e portato via.

Sabato il Sis, Servizio di sicurezza egiziano, entrava in campo direttamente, annunciando che la situazione era sotto controllo, invitando però, formalmente i media a dare spazio al “punto di vista” del governo.

La cosa incredibile è che più le ore passavano e più la gente scendeva in strada  senza un’azione comune, ma improvvisando piccoli cortei separati, fino alle prime luci dell’alba di domenica.

La macchina repressiva

Gli scontri di Suez sono arrivati ​​il ​​giorno dopo che decine di manifestanti sono stati arrestati nella capitale egiziana_ Il Cairo_Mohamed Abd El Ghany_ReutersEsistono dei dati raccolti dal Centro egiziano per i diritti economici e sociali, per cui il numero degli arrestati a domenica dovrebbe essere di 516, ma sicuramente è destinato a salire, data la rodata macchina repressiva del dittatore amico dell’occidente.

El-Massry a sinistra ha ricevuto il Ludovic Trarieux Award un premio internazionale per gli sforzi sui diritti umani_Nariman el-Mofty_APTantissimi gli attivisti imprigionati. Sembra sia stato organizzato un team di avvocati per difendere tutti insieme gli arrestati. Anche perché arresti come questi presuppongono torture di vario genere, di cui le forze di sicurezza egiziane sono più che esperte.

Sono stati registrati casi di avvocati prelevati con la forza mentre erano in tribunale a difendere degli assistiti. Agli arresti sono anche finiti i leader dell’opposizione di sinistra, immediatamente prima di aver staccato la spina a internet.

Il dittatore all’Onu

Lunedì c’è stato il grande incontro tra il presidente americano Trump ed il dittatore egiziano, a margine della 74a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ecco le sconcertanti parole dell’inquilino della Casa Bianca, riportate da Al Jazeera: “Tutti hanno contro dimostrazioni… Io non me ne preoccuperei… L’Egitto ha un grande leader, molto rispettato…”

Quando il cerchio si chiude

E su questo Trump ha ragione, Al Sisi è il “macellaio” più rispettato del mondo occidentale. I paesi europei corrono per accaparrarsi commesse e partnership per il suo ruolo centrale in Medio Oriente, Italia in testa, al punto da ammantare di oblio il brutale assassinio da parte dei torturatori di “questo uomo rispettato” del nostro Giulio Regeni.

Naturalmente il Parlamento europeo, che plaude al macellaio Al-Sisi, garante dell’equilibrio mediorientale, contro gli estremismi islamici, pochi giorni or sono ha votato una mozione che equipara il comunismo al nazifascismo: il cerchio si chiude

 

FONTI: Al Jazeera, il manifesto

Immagine in evidenza Amr Abdallah Dalsh/Reuters

Credits: AP, AFP, Nariman el-Mofty (AP), Mohamed Abd El Ghany (Reuters), Jonathan Ernst (Reuters)

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