Bologna

Quei riders bolognesi che si rifiutano di lavorare sotto la neve

di Marco Marano

Domenica scorsa, nella città innevata, hanno deciso che fare le consegne in bicicletta era troppo pericoloso e la maggior parte di loro hanno deciso di non scendere in strada. Naturalmente le ritorsioni delle piattaforme non si sono fatte attendere, in perfetto “stile cottimo” ottocentesco.

Bologna – I Riders Union Bologna, l’organismo che raccoglie i nuovi cottimisti del XXI secolo, cioè quei giovani che consegnano a domicilio, per pochi euro, in bici, cibi e bevande, attraverso varie piattaforme dedicate, domenica scorsa, hanno deciso di fermare le consegne date le condizioni atmosferiche e le strade gelate dai fiocchi di neve che dal pomeriggio hanno imbiancato la città delle Due Torri.

Riders bOLOGNA

Cottimo e sfruttamento d’altri tempi

Due piattaforme online, Sgnam/MyMenù, sono state protagoniste, con i rappresentanti dei riders, di una velocissima contrattazione, imponendo il ritiro delle consegne fino al miglioramento della situazione atmosferica. Le altre, cioè Deliveroo, Glovo e Just Eat, non hanno voluto invece assecondare le richieste dei giovani cottimisti, molti dei quali si sono rifiutati di rischiare l’osso del collo…

Così, sulla base del ricatto di stampo ottocentesco di questi nuovi padroni senza legge, che possono arricchirsi trattando le persone come schiavi o qualcosa di simile, chi non è andato a lavorare subirà le ritorsioni aziendali. Vediamo come…

Ritorsioni da vecchi padroni

rIDERS 2Un riders guadagna 4 euro e 40 a consegna, in caso di neve c’è il 20 percento in più… E’ importante dire che se dovessero farsi male non c’è nessuna assicurazione che li possa garantire… La Deliveroo proponeva una integrazione di 80 centesimi, sottolineando che erano al netto: ovviamente i riders si sono rifiutati di accettare una proposta vergognosa come questa…

E allora, giù con le ritorsioni: oltre a perdere il salario del turno, c’è la “classifica di merito” che incombe, all’interno del quale si scende e si sale in ragione dell’efficienza. Se si è su si hanno turni migliori e la garanzia di essere chiamato sempre a lavorare. Chi è giù si trova a dover fare una sorta di sostituto ai “più efficienti”…

Una carta dei diritti non da tutti ignorata

safe_imageSulla pagina faceboock dei Riders Union Bologna, così veniva descritta la situazione: Stasera a Bologna nevica, le strade sono impraticabili e consegnare non vale il rischio.  Sgnam/MyMenú dopo le molte pressioni dei riders in turno, ha deciso di sospendere il servizio. La Carta dei diritti, per quanto non ancora applicata in tutti i suoi punti, si dimostra uno strumento essenziale per la tutela di chi lavora. Nelle altre piattaforme molti riders si stanno rifiutando di continuare a lavorare: se Deliveroo, Glovo, Just Eat e compagnia non avranno la minima decenza di chiudere il servizio, sarà questa forma di insubordinazione dei lavoratori – come il 13 novembre 2017 – a rimettere le cose in chiaro. Chiediamo ovviamente ai consumatori di stare dalla nostra parte e di non ordinare questa sera. Noi, in ogni caso, dimostreremo forte e chiaro che la ricattabilità, la precarietà e l’assenza di garanzie contrattuali non riusciranno mai a farci accettare di lavorare a qualunque condizione. Oggi come sempre: prima la salute, prima la sicurezza. La pizza, il sushi, l’hamburger possono attendere!”

La Carta dei Diritti, nata proprio a Bologna, e adottata dall’amministrazione comunale, si erge ad una sorta di statuto dei lavoratori delle piattaforme online, che però è stata firmata solo da Sgnam/MyMenù… Dopo un apparente interessamento, nella logica del marketing, da parte dell’attuale governo italiano, tutto si è fermato è la Carta di Bologna è l’unica definizione dei diritti di questi lavoratori.

Così  il sindaco di Bologna e i suoi assessori hanno chiesto alla cittadinanza di non fare ordinazioni se dovesse nevicare in città, anche perché mercoledì 19 dicembre si potrebbe ripetere la medesima situazione viste le previsioni meteo…

FONTI: il manifesto, Riders Union Bologna

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