Riace

E il giudice disse: arrestate il sindaco di Riace per superficialità

La sconcertante vicenda di Mimmo Lucano, messo agli arresti domiciliari, si sviluppa su fatti definiti in termini di “malcostume” che “non si è tradotto in ipotesi delittuose ipotizzate”.

di Marco Marano

La sconcertante vicenda di Mimmo Lucano, messo agli arresti domiciliari, si sviluppa su fatti definiti in termini di “malcostume” che “non si è tradotto in ipotesi delittuose ipotizzate”.

MIMMO LUCANO

Bologna – Il comunicato stampa della Procura della Repubblica di Locri, a proposito dell’operazione “Xenia”, che vede in manette il sindaco di Riace, non fa riferimento a nessun delitto commesso, ma ad un modello comportamentale discutibile, che può offrire ambiti di ambiguità nella sua valutazione. Il tema di fondo è che il sindaco si è sempre autodenunciato per le prassi da lui adottate, come risposta al boicottaggio del modello Riace attuato dagli ultimi due governi italiani.

Se le accuse formali sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, sul testo della Procura si fa un’analisi prendendo come indizio una unica telefonata intercettata, in cui il sindaco spiega come una ragazza per tre volte “diniegata”, rispetto alla richiesta di protezione internazionale, per non tornare nell’inferno nigeriano, l’unica possibilità che aveva era quella di sposarsi con un italiano.

Accusato di umanità

43062452_10217121501180562_1070474788406820864_nIl tema a questo punto è soltanto uno e riguarda il modo in cui Riace sia diventato un modello di accoglienza a livello internazionale, proprio facendo fronte alle assenze, alle lacune, al boicottaggio, al ricatto degli ultimi due governi e delle legislazioni di cui sono stati artefici.

Un paese ripopolato dai rifugiati quello di Riace, come tutti sanno, processo iniziato alla fine degli anni novanta con un gruppo di curdi, attraverso l’idea assolutamente centrata che il welfare deve necessariamente essere interconnesso allo sviluppo locale. Così, con i fondi pubblici dello Sprar, il sindaco arrestato, ha rivitalizzato vari ambiti artigianali, ha ridato aria ad un paese, spiegando che si può fare accoglienza e sviluppo allo stesso tempo. Ha persino utilizzato fondi Sprar per ridare fiato a chi non ne aveva più, anche fuori dal programma di accoglienza. Anche per questo il suo comportamente è stato definito in termini di “malcostume”.

Un dissenso civile pagato a caro prezzo

Mimmo Lucano 2

Allo stesso modo ha combattuto i suoi nemici negli ultimi due governi, in tal senso il suo dinamismo è stato necessario affinché l’esperienza di Riace non morisse, come hanno cercato di fare da vari ambiti nel sistema parlamentare. Si è sempre autodenunciato Mimmo Lucano, adottando pratiche di dissenso civile proprio per parare i colpi arrivati negli anni dal sistema politico.

Cronaca di un arresto annunciato

Lucano libero

Una esperienza troppo imbarazzante per i potenti italiani, poiché ha insegnato che è possibile uscire fuori dalla cultura dell’emergenza grazie all’incrocio tra accoglienza e sviluppo locale. Una strategia territoriale troppo importante per un sistema politico che ha capitalizzato in questi anni il consenso sulla paura.

Allora resta una cosa da fare: non erogare più i fondi a Riace. Ma questo non è bastato al sindaco per fermarsi. L’arresto è stato l’epilogo di questa vicenda, che certo non si fermerà qui…

 

IL COMUNICATO STAMPA DELLA PROCURA DI LOCRI

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