Bologna

E’ iniziato un lungo percorso di opposizione sociale

di Marco Marano

Sabato 27 ottobre a Bologna, come in tutta Italia, gli operatori dell’accoglienze ai rifugiati si sono ritrovati in Piazza Maggiore per inaugurare una stagione di lotta contro la “fascistizzazione” della questione migratoria.

Bologna – E’ stato il primo momento di quello che vorrebbe diventare un movimento di base, spinto dagli operatori dell’accoglienza, cioè di quel modello Sprar che da varie parti d’Europa è stato studiato per i risultati che quotidianamente vengono raggiunti, pur in un contesto nazionale poco attrezzato all’accoglienza.

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Gli operatori dell’accoglienza al contrattacco

20181027_172215Sono loro che hanno convocato una manifestazione, a cui ha aderito ADL Cobas, per gridare tutta la loro rabbia e preoccupazione per il “colpo di mano” in stile brasiliano, del nuovo governo italiano, ma nello specifico, l’unico evocato nelle piazze è stato proprio lui, il Ministro più apostrofato del mondo: della paura, del terrore, della malavita, e chi più ne ha più ne metta… Il suo decreto infatti è la rappresentazione di una società che anziché andare avanti torna indietro di decenni. Un po’ come quello che succederà con l’elezione di Bolsonaro in Brasile.

Un colpo di mano che come detto ridimensiona il programma nazionale Sprar, sotto l’egida del Ministero dell’Interno e dell’Anci, che pur nelle difficoltà del sistema Italia continua a dare risultati positivi in termini di integrazione. Dall’esclusione dei richiedenti asilo all’estradizione per reati, fino all’abolizione della protezione umanitaria. Questo produrrà ancora più emarginazione e disagio sociale, poiché il numero dei “fantasmi sociali” aumenterà a dismisura, alimentando il clima d’odio e di scontro già in atto.

Una piattaforma allargata

20181027_173944Una piattaforma, quella bolognese, che verrà discussa in un’assemblea pubblica mercoledì prossimo presso il centro sociale TPO. Momento in cui questo movimento di base, nato in modo quasi spontaneo, si presume che inizierà a prendere forma, anche sul piano organizzativo. Una piattaforma che però non vuole trattare solo i temi legati ai rifugiati e allo Sprar, ma si vuole ricollegare ai tanti ambiti dove le ingiustizie e le diseguaglianze vengono fomentate proprio dal sistema di potere.

C’è innanzitutto una rivendicazione sulla paura di perdere il posto di lavoro da parte degli operatori. C’è il tema degli sfratti per morosità incolpevole, ma anche quello sulla violenza di genere, che è anche violenza politica, nel momento in cui i fatti di San Lorenzo vengono utilizzati per mera propaganda…

Un fronte comune di lotta

20181027_163153Dalla postazione  della manifestazione, si sono succeduti operatori, rifugiati, mediatori, ma anche la parlamentare europea Elly Schlein, o monsignor Nicolini, che ha richiamato alla necessità di resistere o la consigliera comunale Frascaroli e ancora Neva Cocchi, “combattente” dell’associazione Ya Basta.

Gli organizzatori della manifestazione hanno sottolineato l’importanza di costruire un percorso di opposizione sociale data la totale assenza di opposizione politica in Italia. In tal senso nasce da questo la volontà di un fronte comune di lotta, dove siano i territori a rendersi responsabili di attuare quella resistenza evocata da monsignor Nicolini. Disobbedienza civile e resistenza possono essere i soli strumenti per demolire la paura collettiva.

Ultimo tema uscito fuori dalla piazza è la richiesta di un ordine del giorno da parte del Consiglio comunale di Bologna, che ricalchi quello di Torino, affinché venga sospeso il decreto fintanto che non si comprendano i suoi effetti concreti. Così, proprio nella piazza la Consigliera Frascaroli annunciava che l’ordine del giorno è stato presentato

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