THE VOICE OF DISSENT HISTORY – Un altro governo italiano, questa volta scelto da Claire Luce

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Le lotte dentro il sistema politico italiano hanno scatenato la furia dell’arpia mandata da Ike per demagnetizzare il comunismo. E così un nuovo primo ministro di destra è asceso al potere grazie agli interessi tessuti dall’ambasciatrice.

By Generale Marijuana

New York, 13 settembre 1953 – Abbiamo già parlato, negli articoli precedenti, degli incontri a Villa Taverna dell’ambasciatrice americana in Italia Claire Luce. La sua strategia tesa alla costruzione di una unica associazione tra imprenditori anticomunisti, monarchici e fascisti, fedeli formalmente al patto atlantico, ma sostanzialmente all’operazione Stay Behind, sembra sia riuscita, attraverso la formazione del nuovo governo, il cui presidente si chiama Giuseppe Pella.

Le furbizie dell’arpia sono andate a scontrarsi con la situazione caotica della politica italiana, questo perché il fallimento della legge truffa ha destabilizzato il progetto di demagnetizzazione. Se da un lato i partiti satellite, soprattutto il partito socialdemocratico, nato dalla famosa scissione di palazzo Barberini, con i socialisti marxisti, pagata dalla Cia, attraverso l’operazone Sacchi neri, hanno chiesto un tornaconto, anche all’interno della stessa Dc, la corrente di Iniziativa democratica, ha agito nell’oscurità. C’è una vicenda interessante da raccontare.

Durante i dibattiti parlamentari, sia al Senato che alla Camera, il leader della corrente, Amintore Fanfani non si è assolutamente visto, come a sottolinare un atteggiamento di distacco dalle dinamiche relative alla formazione del governo, determinate dall’esterno del sistema politico. Anche perché, prima del tentativo di formare il governo da parte di Pella, indovinate a chi è toccato provarci a formare l’esecutivo? Attilio Piccioni, si, proprio lui… C’è da dire che lo spostamento del sistema politico a destra con i monarchici ed i fascisti è diventato il motivo dominante di questa rovente estate italiana. E’ per tal motivo che i dissapori con i partiti truffa, dopo le elezioni, hanno caratterizzato questa fase.

Ma torniamo a Piccioni. Da vecchio filibustiere ha compreso bene che un’alleanza dichiarata con la destra sarebbe stata problematica. Così a tentato il bluff. Ha cercato di riavvicinarsi ai partiti truffa. Poi ha cercato di fare, ben consigliato, e sappiamo da chi, i suoi movimenti nell’ombra, mischiando le carte continuamente. Così, mentre parlava di un grande programma sociale, naturalmente si rifiutava di confrontarsi con il mondo del lavoro, che poi rappresenta il suo principale nemico. Ma il suo tentativo è stato fermato proprio all’interno della Democrazia cristiana.

Li hanno chiamati i “sanfedisti”, che si sono mossi proprio per impedirgli l’ascesa al potere. Ma chi sono questi sanfedisti? Naturalmente uomini vicini a Fanfani, come un certo Guido Gonnella, il più attivo, un giornalista, prestato alla politica… Così, quando è toccato a questo Giuseppe Pella, uomo insignificante dell’establishment, di formare un governo, il suo mandato è stato definito “Governo d’affari”, con lo scopo di redigere la legge di bilancio e poi dimettersi…

Ma quali possono essere gli affari da chiudere? Uno lo conosciamo sicuramente, quello dei noli marittimi? Ma perché proprio questo è entrato a far perte dei suoi interessi? Perché il leader dei monarchici è proprio un armatore: Achille Lauro.

Nel suo discorso al Senato, il cosiddetto Presidente del consiglio dei ministri incaricato, al fine di ottenere la fiducia della maggioranza, ha girovagato con le parole. Ha parlato di “aggredire la disoccupazione”, ma anche di intervenire sulla miseria di vasti strati sociali. Nessun impegno concreto, solo frasi di cirostanza. Questa vaghezza, è sembrata una sorta di depistaggio istituzionale.

In realtà le cose che doveva dire le ha dette in modo chiaro. Quelle direttamente “inviate” da Villa Taverna. E’ stato utilizzato tutto il frasario anticomunista degasperiano, costruito dalla Cia, garantendo la continuità con i governi degli ultimi otto anni. Ha rassicurato l’associazione degli industriali, lasciando trasparire l’impegno per un lavoro comune con Achille Lauro.

Con i voti dei monarchici e l’astensione dei socialdemocratici e dei fascisti, riesce a trovare la sua maggioranza al Senato. Poi la sciarada alla Camera dei deputati. Perché una sciarada? Perché in quel consesso è riuscito a raggiungere una maggioranza grazie ai voti dei monarchici e dei repubblicani… Permettetemi lor lettori di astenermi da valutazioni su questa vicenda, poiché ha tutte le sembianze di una barzelletta. Nel paese di Macchiavelli, succede anche questo…

Ma le parole più interssanti che sono state dette durante il dibattito alla Camera dei deputati italiana, non hanno riguardato certo la composizione del governo o il programma scritto o sottoscritto da Claire Luce.

L’opposizione di sinistra, ha posto sul tappeto una delle azioni Stay behind, chiedendo conto e ragione sul controllo delle comunicazioni telefoniche e degli schedari spionistici nei confronti degli avversari politici da demagnetizzare… L’aspetto grottesco di questo ennesimo depistaggio istituzionale sta nel fatto che alla fine l’uomo del gruppo di potere Stay behind accusa i comunisti di essere loro a schedare gli avversari, tra le risate di metà emiciclo della Camera dei deputati… A tal proposito è una occasione troppo ghiotta quella di pubblicare le dichiarazioni di questo pupazzo nelle mani dell’arpia mandata dalla Casa Bianca…

Pella: Escludo che esista un controllo sulle comunicazioni telefoniche. Il servizio d’intercettazione telefonica fu smantellato nel 1945. (Commenti ironici a sinistra) Anch’io ho avuto l’impressione che esistesse un controllo sui telefoni ma escludo che il collega Scelba (ministro degli interni affernte al gruppo Stay behind) ne sia il responsabile.

Dai banchi parlamentari della sinistra: Parlaci degli schedari!

Pella: Si tratta di qualcosa che in misura più o meno larga esiste in tutti i paesi.

Pajetta (deputato comunista): Ma allora esiste.

Pella: Sì, ma è un servizio di informazioni soprattutto per i precedenti penali dei cittadini. E siamo proprio sicuri che da parte vostra, dopo il 7 giugno, non sia cominciata la schedatura degli avversari? (Proreste e risate a sinistra).

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