Grida ancora giustizia quel massacro di algerini ordinato dalla prefettura parigina

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Sono passati sessant’anni di silenzio dal massacro di Parigi, da parte della polizia, che al fine di reprimere una manifestazione pacifica di algerini, all’indomani della guerra di liberazione, effettuò una mattanza da paese totalitario. Si attende una presa di posizione di Macron.

di Marco Marano

Bologna, 12 ottobre 2021 – L’ha riportata agli onori della cronaca, anzi della storia, la giornalista di France 24 Assiya Hamza., producendo un webdoc. Una pagina buia della storia francese che per decenni è caduta nell’oblio, poiché sia i media che le istituzioni hanno avuto troppa vergogna per ricordare quei fatti.

Il 17 ottobre del 1961, la guerra d’Algeria si era appena conclusa, ma le tensioni erano molto forti in Francia, con la comunità algerina trapiantata in “madre patria”. Il discusso Prefetto di Parigi Maurice Papon, impose in quei giorni un coprifuoco per i cittadini algerini.

Purtroppo il prefetto Papon, che negli anni a seguire sarà coinvolto in vari procedimenti giudiziari, e che era quello che oggi definiremmo un “Falco”, non ci pensò due volte a compiere una vera e propria strage, attraverso un repressione ferocissima, potremmo dire da paese totalitario…

Così i Francesi Musulmani d’Algeria (FMA), dietro la chiamata della federazione francese del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), organizzazione presente nel territorio nazionale francese, scendevano pacificamente nelle strade della capitale per protestare contro quella misura eccessiva, che venne connotata come un atto razzista.

Un giorno di sangue, quel 17 ottobre del ’61, di cui la censura istituzionale è stata così totale in sessant’anni, che questo tragico evento si è cercato di cancellarlo dalla memoria storica. Una censura così forte che il numero dei morti, a tutt’oggi, è oggetto di dibattito tra gli storici.

Per decenni si è parlato di soli tre morti, oggi la cifra ufficiale è di 48 morti, ma la gran parte degli storici sono convinti che ci siano stati almeno un centinaio di omicidi effettuati, in modo cruento, da parte della polizia di Stato, come il lancio dei corpi sulla Senna,

Il 12 febbraio del 2011, la Procura di Parigi ha connotato quei fatti in termini di “massacro”. Oggi si attende che il presidente Macron faccia un gesto forte, per fare uscire dall’oblio questa vicenda e dare un giusto riconoscimento alle famiglie delle vittime, le quali reclamano che ci sia un’ammissione di colpa storica da parte dello Stato francese.

FONTE e credit: France 24

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