THE VOICE OF DISSENT – HISTORY – La campagna italiana di Claire Luce

By Generale Marijuana

New York, 15 maggio 1953 –  Claire Luce è arrivata in Italia, nominata ambasciatrice da Ike Eisenhower, che grazie ai poderosi mezzi di Madison Avenue, mossi dal marito Henry, il magnate dell’editoria, è riuscito ad essere eletto Presidente. Con il suo impero ha manovrato il sistema giornalistico americano creando ad hoc la campagna della caccia ai comunisti, utile strumento per vincere la campagna elettorale, persino in compagnia di un vice, Richard Nixon, soprannominato il “truffaldino”.

Perché proprio lei?

Ma perché proprio lei ambasciatrice in Italia? Che bisogno ha l’America di mandare un’arpia proprio in questo paese? Gli ingenui commentatori italiani si sono sbizzarriti in varie ipotesi, abbastanza sciocche e fini a sé stesse. Un ringraziamento di Ike al marito, per la campagna mediatica presidenziale? Ok, può essere, ma con tutto il rispetto, l’Italia non è un paese di prestigio come l’Inghilterra o la Francia…

E allora perché proprio lei? Facciamo un passo indietro. Ci serve perché abbiamo scoperto che la signora Luce ha avuto dei trascorsi italiani, considerato che sia lei che l’infingardo marito erano due sostenitori del dittatore fascista Mussolini. Quando la donna scriveva, si fa per dire, per quel giornalaccio di Vanity Fair, di cui divenne direttrice nel ’29, dopo la separazione dal primo marito, trascorse del tempo in Italia.

Qui si intratteneva con un giovane giornalista fascista, Indro Montanelli, il cui nome di battesimo è tutto un programma, poiché sarebbe il diminuitivo di Cilindro, nome, a quello che mi dicono, proveniente dalla cultura futurista, in voga durante il regime dittatoriale tra la borghesia italiana. Un giornalista un po’ spaccone, con cui aveva passato del tempo a New York, dove si erano conosciuti. Uno di quelli che si danno tante arie, con quel “so tutto io”, poi vai a leggere i suoi pezzi e sono un inno alla banalità…

Beh, del resto, la signora Luce non è che fosse da meno. Per lei il giornalismo era frequentare i salotti aristocratici americani, scrivere articoli senza nessuna verve stilistica, qualche commediola sciocca messa in scena da questo o quel impresario che si era fatto sedurre, e poi tanto pettegolezzo… Una bella coppia insomma, grondande di ipocrisia borghese e unita dal più acceso anticomunismo viscerale. E’ chiaro che il duce era visto da ambedue come il miglior viatico ideologico della loro inconsistenza. Comunque, durante il soggiorno italiano fu Montanelli a introdurla negli ambienti oligarchici italiani, persino gli articoli scritti dalla donna sembra fossero stati elaborati sotto sua dettatura…

E proprio quegli articoli pare abbiano destato l’attenzione del grande editore, al punto da indurlo a conoscerla e farla sua… Fatto sta che in Italia la futura signora Luce conobbe gerarchi, giornalisti, editori, tutta gente di grande caratura politica… C’era l’ambasciatore Dino Grandi, gli alti gerarchi monarchici Vittorio Cini e Giuseppe Volpi di Misurata, l’editore Longanesi, a cui si aggiungono vari militari dell’esercito. Non c’è dubbio che sono proprio queste conoscenze della destra più reazionaria del paese il vero motivo della presenza in Italia.

Ma a tal punto c’è da chiedersi a cosa gli serviranno mai questi contatti? In questa storia americana, un po’ all’italiana, rientrano personaggi e vicende di lungo corso, risalenti all’indomani della seconda guerra mondiale. Spie, fascisti, affari occulti e una nuova classe dirigente governata dalla CIA costituiscono lo scenario drammaturgico di questa storia. Si, perché intendiamoci, Ike Eisenhower, che allora era un generale, pur avendo preso la presidenza con l’inganno della caccia alle streghe, visto che i repubblicani erano all’asciutto da più di un ventennio, non è che si differisce poi di tanto dal mediocre predecessore democratico, anzi ne è la diretta conseguenza. Nessuno scorge una sorta di continuità fra la dottrina Truman e la caccia alle streghe, che sta facendo sprofondare nel buio dell’oscurantismo la grande nazione americana?

La dottrina Truman in Italia

Nell’aprile del 1946 George Kennan, il poco accorto dimissionato ambasciatore Usa a Mosca, inviava al Segretario di Stato James Byrnes, un lunghissimo e alquanto particolare telegramma, in cui tratteggiava un’analisi tra politologia e spionaggio, dove si diceva in poche parole che Stalin per mantenere il proprio dominio aveva bisogno di un nemico da combattere, in una continua sfida con l’occidente: in realtà il nemico da combattere era un bisogno tutto americano.

Nell’aprile del 1946 George Kennan, il poco accorto dimissionato ambasciatore Usa a Mosca, inviava al Segretario di Stato James Byrnes, un lunghissimo e alquanto particolare telegramma, in cui tratteggiava un’analisi tra politologia e spionaggio, dove si diceva in poche parole che Stalin per mantenere il proprio dominio aveva bisogno di un nemico da combattere, in una continua sfida con l’occidente: in realtà il nemico da combattere era un bisogno tutto americano.

Per ovviare al problema, il “brillante” diplomatico, realizzò che occorreva rafforzare le istituzioni dei paesi occidentali, per “renderli immuni” da una eventuale ingerenza sovietica. Così il buon vecchio Harry, non se lo fece dire due volte e l’anno dopo coniò la sua dottrina. Del resto non aspettava altro che gli venisse servito un buon nemico da combattere su un piatto d’argento: Grant aveva avuto gli indiani, Roosevelt i nazisti, lui qualcuno doveva pur averlo… Così nacque la dottrina Truman, cioè la dottrina del “contenimento”, attraverso cui si doveva arginare l’avvicinamento dei paesi che rischiavano di transitare sotto il controllo di Mosca.

Ed ecco che entrava in ballo l’Italia, poiché lì vi sono due importanti partiti marxisti come il partito socialista ma soprattutto il partito comunista, il cui leader è un frequentatore assiduo di Mosca. Questi hanno grande ascendente sul popolo, visto la loro partecipazione attiva per abbattere il fascismo di Mussolini.

Forse per questo in Italia l’anticomunismo da subito si strutturava attraverso organizzazioni occulte sotto il controllo dell’OSS, l’antesignano della CIA, con le sue spie, i suoi mafiosi, ma soprattutto con buona parte del sistema militare mussoliniano…

Forse per questo durante tutti gli anni quaranta non vi sono stati processi per crimini di guerra contro i fascisti, poiché essi servivano a rinfoltire la fila del nascituro sistema militare e di polizia, ma anche di tutte quelle organizzazioni clandestine paramilitari che servivano a far fronte all’ipotetica minaccia comunista…

Il punto è che la minaccia comunista in Italia era ed è assolutamente inesistente. Cioè a dire, che l’Unione Sovietica potesse invadere l’Italia era fuori dalla realtà poiché in seguito agli accordi di Yalta le grandi potenze occidentali sarebbero accorse in suo aiuto e l’Unione Sovietica certo non era interessata a far scoppiare una terza guerra mondiale… Dal punto di vista interno poi Togliatti, il capo dei comunisti, da ministro della giustizia esso stesso aveva firmato gli accordi di pacificazione interna, impedendo, di fatto, di perseguire i fascisti.

Egli era più stabilizzatore degli stessi cattolici, che con quell’ometto smilzo, agli ordini dei servizi di sicurezza americani, erano andati al potere senza averlo mai più lasciato. Togliatti aveva da subito espressamente teorizzato una via italiana al comunismo, interessato alla gestione del potere liberale, di cui aveva contribuito alla sua nascita dentro il regime repubblicano italiano.

Ecco allora il vero motivo di tutto quello che in Italia succederà dal ’46 fino ad adesso: non la paura dell’invasione sovietica, non la riconversione dello stato democratico in stato collettivista, del resto la costituzione l’avevano scritta i comunisti insieme a tutti gli altri, ma esclusivamente la gestione del potere. Ovviamente i comunisti non garantivano tutti: mafia, massoneria, fascisti, chiesa, con gli interessi trasversali di tipo industriale, economico e finanziario che questi club’s di brava gente rappresentavano…

Fu così che venne a crearsi una struttura operativa in capo all’OSS, con le sue spie di alto rango professionale, e con personaggi italiani a tutti i livelli, cioè quello militare e quello politico istituzionale, il cui scopo era di minare la realtà uscita fuori dalle lotte partigiane che avevano fatto la resistenza contro Mussolini e Hitler, riversate nella scrittura della Costituzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.