L’assassinio dell’ambasciatore Attanasio: il quadro logico è chiaro

I fatti che hanno determinato la morte di Luca Attanasio, del carabiniere di scorta e di un altro accompagnatore del convoglio dell’Onu partito da Goma, questi ultimi due costretti a condividere il destino dell’ambasciatore, rivelano che, senza una pianificazione a più mani, l’informazione alle milizie sul passaggio del diplomatico in quella strada e in quel momento, non sarebbe potuta filtrare. L’ambito in cui si è consumata la tragedia rimanda direttamente al controllo del territorio da parte delle bande armate.

di Marco Marano

Chi negli anni ha avuto modo di seguire le vicende degli scontri bellici e dei massacri di civili a Goma e nel nord Kivu sa perfettamente che le centinaia di milizie e bande armate hanno un capillare controllo del territorio, anzi il controllo del territorio è la loro forza. E’ dunque chiaro che chi ha tentato di eseguire il rapimento sapeva chi stava rapendo, all’interno di quel convoglio Onu. Il tema è chi ha dato l’informazione?

Sappiamo che a Goma la stessa polizia governativa è corrotta, vessa la popolazione, e partecipa all’organizzazione dei rapimenti, nei confronti dei civili, che sono all’ordine del giorno. Sappiamo anche che le autorità locali hanno mentito, dichiarando che non era stata data comunicazione sul passaggio di quel convoglio, cosa subito smentita dall’Onu…

Sappiamo che quella strada, poche ore prima, era stata dichiarata sicura dalle stesse autorità locali. Sappiamo che Attanasio era uomo espertissimo del luogo e conosceva benissimo il tipo controllo sul territorio esercitato dalle milizie. Questo porta a pensare che mai si sarebbe azzardato a fare un viaggio, con un solo carabiniere di scorta, se non fosse stato rassicurato da qualcuno… Ma da chi?

Quello che non sappiamo, ufficialmente, e probabilmente non sapremo mai, è chi ha partecipato alla pianificazione del rapimento…

Anche perché il governo congolese ed il suo presidente, Félix Tshisekedi, metà dittatore metà garante degli interessi occidentali, ex primo ministro del dittatore Mubutu, quando la Repubblica Democratica del Congo si chiamava Zaire, hanno da subito indicato un colpevole che possa fargli comodo. E questo senza la benché minima inchiesta o indagine: la colpa è degli Hutu, del vicino Ruanda, dice il Presidente, quelli che 25 anni fa ammazzarono un milione circa di Totsi.

Chi ha, insomma, pianificato l’agguato? O forse sarebbe meglio chiamarla trappola?

Credit EPA

Il video che segue è stato realizzato nel 2012, in un momento “parossistico” della guerra tra bande, nel contesto di un luogo che Gomorra, non quella biblica ma quella di Saviano, in confronto sembra un luogo di villeggiatura…

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