In Brasile una vagina contro la società fallocentrica

La nuova opera dell’artista Juliana Notari, dal titolo “Diva” è stata presentata il 30 dicembre scatenando le ire dell’establishment di destra legato all’attuale presidente Bolsonaro.

di Marco Marano

Bologna, 12 gennaio 2021 – Si estende per 33 metri di lunghezza, 16 metri di larghezza e 6 di profondità, ricoperta da cemento armato e resina. E’ stata realizzata all’interno del parco artistico presso la collina di Usina de Arte, nello Stato di Pernambuco, del Brasile nord-orientale, l’ultima opera dell’artista carioca Juliana Notari. Il 30 dicembre lei stessa ha pubblicizzato la fine della “costruzione” durata 11 mesi. Una opera imponente, a cui hanno lavorato 20 persone, che raffigura una immensa vagina rossa, dal titolo “Diva”.

Le ire della destra bolsoniana

Un’impresa questa che ha scatenato le ire della destra bolsoniana, che ha stigmatizzato l’opera, sommergendo di insulti e accuse l’artista, ma anche tante congratulazioni da varie parti del mondo, soprattutto in ambito museale, che hanno compensato il peso delle parole degli oltranzisti di estrema destra, legati all’attuale presidenza.

Lavorata a mano

L’opera è stata realizzata a mano, poiché l’ingegnere responsabile dei lavori non ha ritenuto possibile l’uso di uno scavatore, per  l’impossibilità di lavorare con precisione sui rilievi del disegno. Così venti uomini, a suon di musica, si sono impegnati a dettagliare a mano le rifiniture.

Il messaggio politico e culturale dell’opera

E’ chiaro naturalmente che le reazioni della destra brasiliana non si sono fatte attendere poiché il messaggio dell’opera è naturalmente politico, oltre che culturale.

Così lo spiega l’autrice: “In  ‘Diva’, uso l’arte per dialogare con questioni che rimandano alla problematizzazione di genere da una prospettiva femminile, alleata ad una cosmovisione che mette in dubbio il rapporto tra natura e cultura nella nostra società fallocentrica, occidentale e antropocentrica. Attualmente questi problemi sono diventati sempre più urgenti. Dopotutto, sarà attraverso il cambiamento di prospettiva del nostro rapporto tra umano e non umano, che potremo vivere più a lungo su questo pianeta e in una società meno disuguale e catastrofica”.

Fonte e Credits: Pagina facebook Juliana Notari

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