mondo razzista

Settimanale dei governi razzisti: s’impone il golpismo italiano

a cura di Marco Marano

Bologna, 7 giugno 2019 – La settimana che si sta per chiudere ha visto, in varie parti del mondo, il tema migranti al centro delle questioni affrontate dai rispettivi governi razzisti, che in questo momento si stanno affermando nel mondo. Italia e Libia sono la rappresentazione della inumanità ormai diventata cultura dominante…

Poi c’è Trump, che, attraverso il ricatto al nuovo presidente messicano sull’aumento delle importazioni, che rappresentano l’ottanta percento di merci, sta mettendo a segno un ennesimo colpo ai valori di umanità tipici delle società liberali.

Così l’Ungheria di Orban che ha inserito nella Costituzione il divieto di essere povero, ed il Brasile del golpe istituzionale, che ha imprigionato l’ex presidente Lula, e adesso costruisce ad arte nuove accuse.

Se questi scenari sono geograficamente lontani e diversi, c’è una linea di congiunzione tra di essi: l’aggirare le regole costituzionali o cambiarle attraverso un consenso elettorale… In tal senso, il ministro degli interni italiano, almeno in questa settimana, può essere considerato il vincitore morale…

The Guardian – Il ministro degli interni italiano di estrema destra, Matteo Salvini, intensifica l’attacco ai giudici

6 giugno 2019

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Un attacco latente allo stato di diritto e all’indipendenza della magistratura in Italia è stato innescato dopo che il ministro degli interni italiano di estrema destra ha accusato pubblicamente tre magistrati che hanno sfidato le sue politiche anti-immigrazione.

In una escalation contro giudici e corti di giustizia, Matteo Salvini ha dichiarato che avrebbe esaminato il comportamento dei magistrati, al fine di  verificare se fossero titolati per pronunciare verdetti nei casi riguardanti i migranti, questo perché le loro opinioni personali sono in conflitto con la politica governativa sulla sicurezza e l’immigrazione.

Luciana Breggia, un giudice di Firenze, e Matilde Betti, un giudice di Bologna, si erano rifiutate di applicare la nuova normativa sull’iscrizione al registro civile, in seguito ai ricorsi di richiedenti asilo. Rosaria Trizzino, presidente del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, aveva posto il veto alla creazione delle cosiddette “zone rosse” a Firenze, aree isolate contro i piccoli criminali.

Salvini ha affermato che le prova sulle simpatie nei confronti dei migranti sono state ricavate dalle ricerche online. Queste infatti hanno rivelato la partecipazione di questi giudici  a dibattiti sulla migrazione, presentazioni di libri sull’argomento, e collaborazioni con riviste immigrazioniste.

FONTE: The Guardian

 

Al Jazeera“Abbiamo bisogno di aiuto urgente”: i rifugiati muoiono nel centro di detenzione libico.

6 giugno 2019

f8128bb1a65147cbbb4e7f2bb477c8cf_18I rifugiati e il personale dei gruppi internazionali di aiuto confermano almeno 22 morti da settembre a Zintan, gestito dal governo di Serraj.

Rifugiati e migranti del centro di detenzione di Zintan, nel nord-ovest della Libia, hanno dichiarato ad Al Jazeera che ogni mattina si radunano davanti a una chiesa improvvisata per pregare i morti. Il luogo di culto è fabbricato con le scatole di cibo e le spugne dei materassini di colore rosso, con i pezzi di asciugamani verdi, con i fogli tagliati, e con il bianco del dentifricio Colgate che è stato distribuito nei pacchi di aiuti.

Almeno 22 migranti e rifugiati sono morti a Zintan dallo scorso settembre, affermano alcuni di loro insieme al personale delle organizzazioni internazionali in Libia.

Molti di coloro che sono morti sono cristiani e devono ancora essere sepolti a causa della mancanza strumenti per le tumulazioni non musulmane. Alcuni corpi sono stati immagazzinati nel centro di detenzione in attesa di essere trasferiti negli obitori degli ospedali locali, ma, secondo i detenuti e gli operatori umanitari, sono ancora lì.

I detenuti ancora a Zintan hanno fornito ad Al Jazeera un elenco di nomi, foto e nazionalità della maggior parte dei morti. Molti di coloro che sono morti sono stati restituiti alla detenzione indefinita dalla guardia costiera libica, sostenuta dall’UE, dopo che hanno cercato di raggiungere l’Europa, attraversando il Mar Mediterraneo.

Un uomo eritreo detenuto, che ha comunicato con Al Jazeera usando un telefono nascosto e ha chiesto di non essere nominato per timore di ritorsioni, ha invocato un sostegno: “In questo momento, abbiamo bisogno di aiuto urgente, siamo in cattive condizioni“, ha detto. Un altro eritreo ha osservato: “Siamo malati, affamati e morenti oltre ad essere esposti a diverse malattie“.

Quante persone muoiono nelle detenzioni non raccontate?  

FONTE: Al Jazeera

The Washington PostIl presidente messicano cede al ricatto di Trump

6 giugno 2019

15710675456349779892Il Messico mira a evitare le tariffe imposte per le importazioni dagli Stati Uniti con potenziali accordi che impediscono ai migranti l’accesso alla frontiera.

Funzionari statunitensi e messicani stanno discutendo le linee guida di un accordo che aumenterebbe drasticamente gli sforzi per espellere i migranti concedendo agli Stati Uniti molta più libertà di deportare i centro-americani che chiedono asilo. L’accordo non è stato ratificato, per cui Trump potrebbe non accettarlo.

Di fronte alla minaccia di Trump di imporre il costante aumento delle tariffe sulle merci importate dal Messico, i funzionari messicani si sono impegnati a schierare fino a 6.000 soldati della Guardia Nazionale per la zona di confine del paese con il Guatemala, una dimostrazione di forza che mira a ridurre i flussi al confine statunitense.

I negoziatori messicani hanno anche chiarito che ritireranno le loro offerte se Trump impone le tariffe, dicendo alle loro controparti statunitensi che il danno economico minerebbe la capacità del Messico di permettersi una più severa poitica sull’immigrazione.

In base a tale piano, gli Stati Uniti sarebbero in grado di deportare immediatamente in Messico i richiedenti asilo guatemaltechi. Al tempo stesso gli Stati Uniti invierebbero richiedenti asilo honduregni e salvadoregni in Guatemala, il cui governo ha tenuto colloqui la scorsa settimana con il segretario della sicurezza interna, Kevin McAleenan.

I migranti centroamericani, che esprimono timori di morte o torture se venissero rimpatriati, saranno intervistati dagli ufficiali statunitensi per determinare se se questa paura sia reale.

FONTE: The Washington Post

 

Revista ForumLa persecuzione politica di Lula continua con una nuova accusa costruita ad arte

6 giugno 2019

lula-7-e1553469041150L’ennesima diffamazione nei confronti dell’ex presidente segna un altro passaggio nella strategia golpista brasiliana.

L’accusa proviene dal giudice federale Vallisney de Souza Oliveira, del decimo Tribunale penale federale del distretto federale, che ha accolto la denuncia del Pubblico ministero federale (MPF).

L’accusa indica che il partito dei lavoratori e gli ex ministri Antonio Palocci e Paulo Bernardo hanno commesso corruzione passiva per avere, secondo il pubblico ministero federale, accettato R $ 64 milioni da Odebrecht nel 2010, per aumentare la linea di credito per finanziare l’esportazione di beni e servizi dal Brasile all’Angola.

“L’avvio di una nuova incriminazione contro l’ex presidente Lula rafforza l’uso perverso della legge e delle procedure legali per scopi politici“. Con questa dichiarazione di ieri, gli avvocati difensori dell’ex presidente più amato del Brasile, hanno commentato la nuova accusa contro il partito dei lavoratori, di cui è il leader.

La difesa afferma che “Lula non ha mai richiesto o ricevuto alcun vantaggio ingiustificato prima, durante o dopo aver prestato servizio come presidente della Repubblica”, e sottolinea che “Lula non è stato ascoltato nemmeno durante la fase investigativa, dal momento che chiaramente non ha alcuna relazione con il fatti. Il suo nome è stato incluso solo nell’azione basata sulla narrativa menzognera presentata dall’informatore che ha ricevuto generosi benefici in seguito alle accuse mosse contro  Lula “.

FONTE: Revista Forum

 

24.huLa Corte costituzionale ungherese: nessuno ha il diritto di essere povero

6 giugno 2019

dmarc20181218004-e1556200729120-1024x576Il parere del supremo ordine giudiziario afferma che la punizione dei senzatetto non è incostituzionale. Secondo gli avvocati, la decisione della Corte costituzionale è inumana.

A parere della Corte Costituzionale ungherese, la criminalizzazione e l’imprigionamento di senzatetto non sono in conflitto con la Legge fondamentale, sebbene cinque giudici abbiano formulato un’opinione contraria.

Secondo l’Infractionment Task Force, il Comitato ungherese di Helsinki, per la salvaguardia dei diritti e della libertà, che comprende vari professionisti attivisti dei diritti civili, la decisione è inaccettabile e inapplicabile.

Questo divieto  è stato introdotto nel 2018 all’interno della Costituzione del paese majaro, attraverso il settimo  emendamento.

Lo scorso autunno, dalla metropolitana di Budapest a tante altre zone del paese, i senza dimora sono stati raggiunti da procedimenti di infrazione, con i conseguenti arresti delle persone che vivono in strada.

FONTI: 24.hu, magyarnarancs.hu

 

Immagine in evidenza: ANSA

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