Venezuela

Fallito il golpe in Venezuela, Trump si prepara ad invadere

di Marco Marano

L’ennesimo colpo di stato organizzato dalla Cia, questa volta ha bisogno di un’invasione americana per renderlo efficace. I tempi di Pinochet sono ormai lontani, quando gli oppositori venivano lanciati dagli aerei… Maduro, al contrario, gli oppositori li ha garantiti rispettando la presidenza parlamentare.

APPELLO DI MILITARI IN VENEZUELA ALLA RIVOLTA CONTRO MADUROBologna – Le prove tecniche di questo golpe venezuelano erano cominciate lunedì scorso quando un gruppuscolo di soldati della Guardia Nazionale aveva assaltato un presidio militare di Caracas, per aprire la strada all’insurrezione.

Disordine e caos come azioni preliminari

1492690656-venezuela-scontri-1-1579x1080Successivamente all’assalto, le cosiddette “Guarimbas”, milizie improvvisate dall’opposizione di estrema destra che utilizzano piccole azioni di commando per le strade, imbastivano a Caracas e in altri centri urbani, i loro attacchi predatori a esercizi pubblici, finalizzati a creare disordini e caos.

101656174-bf31231e-e20b-421b-bdbd-0beb4e65477eCosì, martedì,  gli scontri con le forze dell’ordine costituzionali, hanno provocato quattro morti, in tutto una decina compresi quelli di ieri. Ventisette pseudogolpisti sono stati arrestati, pochi per un colpo di stato, come troppo ridotta è stata l’azione delle Guarimbas: l’unica cosa che sono riusciti ad ottenere è stata la possibilità data ai media occidentali di spostare le responsabilità delle morti sull’esercito regolare…

Uno show respinto al mittente

federico parra afp getty imagesDopo la spettacolare messa in scena del “giovane rampollo” dell’amministrazione americana, Juan Guaidò, che da presidente dell’Assemblea legislativa si è autoproclamato presidente provvisorio, con qualche centinaia di “afficionados” che lo esaltavano come salvatore della patria, e che ovviamente i media occidentali hanno identificato come l’intero popolo, l’esercito venezuelano si è immediatamente schierato con la rivoluzione bolivariana e la Costituzione legale che vige nel Paese.

Primo a parlare è stato il comandante generale dell’esercito bolivariano  Jesús Suárez Chourio: “ i soldati non tradiscono la volontà del popolo e ribadiamo la nostra fedeltà assoluta alla Costituzione e a Nicolas Maduro.” Dello stesso tono sono state le dichiarazioni dei comandanti della marina e dell’aeronautica.

Non sono più i tempi di Pinochet

10storief02-cile-golpe-485930Un golpe questo che la Cia non ha potuto controllare come quelli degli anni settanta, dove gli interessi americani si connettevano agli apparati militari di tipo fascista. I tempi di Pinochet fortunatamente sono passati, con il suo piano Condor, per far scomparire gli oppositori politici. Oppure Panama, dove c’erano i campi di addestramento dei golpisti: oggi non è più…

I “dittatori buoni” e gli “inaffidabili”

2cctvx4p-k5hb-u1110227389497pqg-1024x576@lastampa.itMaduro, che comunque di responsabilità nella gestione del paese ne ha tantissime, anziché far sparire gli oppositori ha rispettato la prassi che affida la presidenza del parlamento alle forze di maggioranza… Prassi che un dittatore non adotta. Si pensi ad uno dei partner privilegiati dell’occidente che si chiama Al-Sisi, presidente golpista dell’Egitto: lui l’opposizione la tortura, la uccide, la imprigiona… Proprio in questi giorni ricade l’anniversario dell’assassinio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato fino alla morte dall’intelligence di Al-Sisi…

I leader europei, che gridano contro il presidente venezuelano, gli stringono la mano e fanno affari con lui. Il tema quindi è che se sei partner commerciale affidabile, anche se sei un macellaio, rientri nella legalità internazionale, mentre se al contrario su di te non ci si può contare allora sei da sostituire…

In attesa dell’invasione a stelle e strisce

revista procesoForse Trump, che quasi contemporaneamente all’annuncio del “rampollo di casa” si è premurato immediatamente a sostenerlo, sperava di ottenere un effetto domino  dentro l’apparato militare. Resosi conto che la sua strategia era fallita, ha annunciato bellamente che se Maduro non crolla potrebbe invadere il Venezuela…

Forte del fatto che non solo i paesi latino-americani dell’ OAS, che hanno governi fascisti o giù di lì, lo hanno seguito, ma anche il Canada e  “si attendono con ansia” le dichiarazioni dell’Unione Europea e dei suoi singoli paesi, che si muovono “in nome della democrazia…”

Sono gli stessi che fanno affari con dittatori spietati, gli stessi che dentro la Nato hanno partner come il sultano Erdogan, gli stessi che non si pongono problemi a far morire nel Mediterraneo migliaia di donne, bambini e uomini.

Peccato per Trump, e per i golpisti a lui vicino, che l’apparato militare si sia schierato con la rivoluzione bolivariana… Peccato per loro che c’è anche il popolo a sostenere Maduro, un popolo che è sceso per le strade facendo sentire la sua presenza… Ma naturalmente, questo nei telegiornali europei non lo si vedrà mai, per cui chi volesse informarsi su quello che realmente sta succedendo in Venezuela consigliamo di connettersi a siti di informazione latino-americani…

Nel frattempo aspettiamo l’invasione americana in Venezuela, auspicio già formulato varie volte, anzi sembra proprio sia un chiodo fisso dell’inquilino della Casa Bianca. Con il suo fidato Pompeo, questo piano, un po’ “atipico” rispetto alle “professionalità” e al background statunitense, sembra lo avessero in mente già da questa estate, come raccontato da tutti i  media internazionali: quei pozzi di petrolio fanno troppo gola agli affaristi legati all’establishment.

FONTI: Revista Proceso, Portal Vermelho

CREDITS: Afp, Ansa, Ap,

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