Libia

Le bande armate di Al-Serraj si scontrano a Tripoli

di Marco Marano

All’alba di lunedì due delle milizie del governo di unità nazionale si sono dati battaglia presso l’aereoporto internazionale Mitiga a 8 chilometri dal centro della capitale, dove è sito anche un carcere.

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Bologna – L’aereoporto Mitiga di Tripoli è un’ex piattaforma militare utilizzata per il traffico civile dal 2014, cioè da quando il vero scalo internazionale della città rimase gravemente danneggiato. Proprio per la sua vocazione di tipotripoli 2 militare, esso è stato da sempre considerato una delle poche aree di Tripoli pienamente controllata dal governo provvisorio di Al-Serraj. E’ lì, infatti, che stazionano gli uomini di una sorta di “guardia speciale” del presidente: Special Deterrence Force. Essi oltre a controllare l’aereoporto hanno la gestione di una delle prigioni ufficiali del governo di Tripoli. Qui sono detenuti circa 2000 prigionieri tra jihadisti dell’Isis e di al-Qaeda, ribelli di vario genere, e criminali generici, considerato che la linea di separazione tra queste categorie è spesso labile.

TRIPOLI-300x149Un assalto pianificato

Così, una cinquantina di mezzi militari, del  Bugra Rebel Group, meglio conosciti come la Brigata 33, che gestisce il territorio del promontorio di Tajura, nella parte est della capitale, alleati di Al-Serraj, almeno formalmente, si sono “presentati” di fronte il cospetto della guardia speciale del Presidente, prendendola d’assalto. Lo scopo era quello di liberare due jihadisti, uno di al-Qaeda e l’altro dell’Isis. Alla fine degli scontri sono rimasti uccisi una ventina di persone, tra cui due civili, e oltre 60 feriti. Lo staff dell’aeroporto e i passeggeri sono stati prontamente evacuati appena iniziati i combattimenti, i quali hanno potuto assistere all’assalto armato.

Come cambiano equilibri ed interessi

Libya has descended into chaos following the 2011 uprising against Muammar Gaddafi _Al Jazeera

Il battaglione, che è stato immediatamente sciolto da Sarraj, sempre formalmente, è la rappresentazione delle dinamiche che si presentano nella capitale libica, dove le milizie armate passano da un lato all’altro della barricata a seconda di come cambiano equilibri ed interessi. Ma la sua azione dimostra anche il modo in cui le forze governative a cui l’Italia e l’Europa hanno affidato le sorti delle politiche di respingimento dei migranti, non hanno la possibilità di controllare neanche il sito della città più presidiato militarmente.

TRIPOLI-300x149Un piano di evacuazione per Al_Serraj

Cosa sconcertante, come ricordato dal quotidiano “il manifesto”, è stata la dichiarazione della ministra della difesa Roberta Pinotti, in audizione al Senato: “la nave Capri è ormeggiata presso la base navale di Tripoli, pronta, qualora ci fosse necessità, a muoversi”… Cioè a dire, esiste un piano di evacuazione definito dall’intelligence italiana, che possa garantire sia il personale diplomatico che lo stesso Al-Serraj e i suoi uomini più fidati.

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