THE VOICE OF DISSENT HISTORY – Il governo di luglio nel caos italiano

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Lo hanno chiamato il governo di luglio, del resto è durato solo dodici giorni. Ma i segnali che dopo otto ininterrotti anni di potere nelle mani di Alcide De Gasperi qualcosa si fosse rotto dentro il sistema italiano, è stato evidente durante i mesi trascorsi. In particolare si sono verificati in sequenza una serie di fatti che hanno destato particolare interesse.

By Generale Marijuana

New York, 5 agosto 1953 – Il primo fatto che in questo 1953 ha innescato il terremoto politico italiano riguarda la promulgazione, il 31 marzo, della legge Truffa. Una legge elettorale che assegna la maggioranza assoluta ad un gruppo di forze collegate, cioè i partiti satelliti della Democrazia cristiana. Poi il 9 aprile viene ritrovato il cadavere di una ragazza perbene sul litorale romano: Wilma Montesi. Già poche settimane dopo circolavano voci sul coinvolgimento del figlio di Attilio Piccioni, Ministro degli Esteri del governo De Gasperi e suo futuro erede politico.

Il 4 maggio si insedia in Italia Claire Bhoth Luce come nuova ambasciatrice americana, direttamente mandata da Ike Eisenhower per “demagnetizzare il comunismo”, e controllare certe spinte minacciose dentro la Democrazia cristiana. Inoltre, durante tutto il mese di maggio la campagna elettorale si è svolta in un clima di grande tensione dentro il sistema italiano.

I tentativi di sabotaggio delle informazioni contro le opposizioni di sinistra e di repressione degli spazi di espressione, hanno segnalato la determinatezza nel mettere a frutto la legge truffa. Infine ci sono state le elezioni del 7 giugno: la truffa della nuova legge elettorale non ha funzionato.

Il governo formato da De Gasperi il 16 luglio, unicamente con uomini della Democrazia cristiana, senza la presenza degli esponenti dei partiti truffa, aveva tutte le sembianze di un riassestamento delle forze interne allo stesso partito cattolico.

La novità è che il Ministero più importante, quello degli Interni, lo ha preso il leader della corrente di Iniziativa democratica Amintore Fanfani, che, come abbiamo visto, compete per impadronirsi del partito ai danni dell’erede di De Gasperi, Attilio Piccioni, uomo di fiducia dell’apparato americano, rappresentato da Claire Luce, vicepresidente del consiglio, il cui nome appare in uno scandalo nelle cronache romane.

Il giorno del discorso alla Camera dei Deputati di Alcide De Gasperi, per avere la fiducia parlamentare del suo governo, il leader democristiano entrava nell’aula con   Amintore Fanfani da un lato e Giorgio Tupini dall’altro, l’ideatore della mostra dove si alteravano le informazioni sui paesi collegati all’Unione Sovietica: il diavolo e l’acqua santa… Come per dire che la Democrazia cristiana in quel modo stava cercando di equilibrarsi al proprio interno.

Un governo stanco, di un uomo stanco, che oramai anche gli americani sanno di doverlo sostituire con Attilio Piccioni. Persino gli stessi deputati democristiani sembravano disinteressati alle sue parole. Erano palpabili le difficoltà da parte di quest’uomo, che ha fatto il suo tempo, di riuscire ad essere il centro del sistema.

In realtà il centro del sistema è rappresentato da Claire Luce, e dalle sue relazioni che si avvicendavano a Villa Taverna. Imprenditori, fascisti, monarchici, tutti coloro che possono avere interesse a colpire il radicamento delle sinistre sul territorio, confluiscono attorno all’ambasciatrice, anche perché, come abbiamo visto, la guerra interna alla Democrazia cristiana segnala che occorrono tutte le forze possibili in campo…

Forse per questo che il discorso di De Gasperi si è principalmente rivolto, oltre che ai “suoi collaboratori”, così li ha chiamati, gli esponenti dei partiti truffa, soprattutto ai monarchici e ai fascisti. Innanzitutto ha sottolineato la volontà di continuare ad applicare le leggi favorevoli verso quelli che furono i membri delle milizie fasciste, accettando il principio di un’amnistia. Così, i pochi criminali ancora in galera possono entrare nelle file degli organismi clandestini della Cia, finalizzati alla demagnetizzazione del comunismo. Si è poi detto convinto di ritirare le accuse contro il MSI, cioè il partito uscito fuori dalla Repubblica di Salò, per dargli legittimità costituzionale.

Per ciò che concerne invece il partito monarchico, De Gasperi ha lanciato un’apertura verso di loro raccolta poi dal deputato Covelli, il quale ha detto di essere interessato da tempo a collaborare con la Dc, citando, anzi svelando ai più che in una occasione, quando il parlamento voleva sfiduciare il Ministro della Difesa Pacciardi, loro votarono contro. Pur ammettendo collusioni persino con i repubblicani, Covelli faceva intendere che i monarchici avrebbero votato a favore del governo De Gasperi solo dopo avere “seppellita la politica di centro”. Una frase sibillina che tradotta significava una svolta a destra.

Infine c’è il caso Marras, che chiude gli orrori del sabotaggio Cia, all’interno dell’operazione di demagnetizzazione. Luigi Marras è il Capo di Stato maggiore dell’Esercito, in una visita ad Atene aveva dichiarato che i militari comunisti sono sotto controllo, dichiarazione che ovviamente è stata smentita. Per internderci costui fu quello che, durante la guerra, presso i nazisti svolgeva il compito di collegamento. Fu anche quello che partecipò alla riunione di Feltre nella quale Mussolini ed Hitler decisero l’occupazione nazista dell’Italia…

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