SOS revolución cubana: le rivolte popolari come l’invasione dei marziani

Si chiama “Proactivo Miami Foundation Inc” la consorteria lobbistica finanziata dal governo americano per creare il senso di instabilità nell’isola caraibica, facendo credere illusoriamente che ci sia un popolo in rivolta.

di Marco Marano

Bologna, 15 luglio 2021 – Qualche centinaio di giovanissimi innamorati del sistema consumistico occidentale, insieme a frammenti di quella nascente borghesia, nata all’indomani delle riforme sociali… Sono questi i pezzettini di target che attraverso il sofisticatissimo sistema informatico messo su dal governo americano, ai tempi di Trump, sta cercando di creare l’illusione che il popolo cubano sia in rivolta contro il proprio governo rivoluzionario. Così, gruppuscoli di decine di persone, anche violente, hanno eseguito, sul campo, la messa in scena preparata a Miami. Il tutto nel quadro dell’instabilità pandemica,  fomentata dal blocco economico Usa, che l’Onu ha, come quasi ogni anno ormai, stigmatizzato.

La campagna cubana pianificata negli Usa

La campagna per incitare la popolazione cubana  a compiere azioni di destabilizzazione è orchestrata dalla consorteria finanziata dal governo americano che si chiama “Proactivo Miami Foundation Inc”. E’ questa la novità dello scenario attuale in America Latina, dove la Cia, insieme all’OSA, l’Organizzazione degli Stati Americani, da anni ormai cerca, attraverso i golpe, e i governi fantocci, di espropriare dal potere i movimenti progressisti o i governi rivoluzionari. La fallimentare operazione venezuelana ha fatto capire che prima di creare governi fantoccio occorre mettere in scena il senso di instabilità, finalizzato all’intervento esterno in termini di occupazione militare Usa.

Come falsificare la realtà

La falsificazione della realtà si sta ponendo come primario obiettivo, a seguire c’è quello di incitare alla violenza, creare disordine pubblico, attivare le reti dell’immigrazione irregolare, promuovere casi di assassinio. Così, l’11 luglio, giorno delle supposte manifestazioni popolari, ha rappresentato il primo tentativo di “specchietto per le allodole”.

La “Proactivo Miami Foundation Inc” si è impegnata ad inviare milioni di messaggi in tempi limitatissimi, creando il caos attraverso i social network. E’ stata una sorta di “Guerra dei mondi” alla Orson Welles, quando nel 1939, attraverso il network radiofonico CBS, il regista faceva credere che gli Stati Uniti fossero stati invasi dai marziani, rappresentando l’opera letteraria, come fosse in diretta.

La complicità di Twitter

Così, un singolo account dalla Spagna, ad esempio, ha inserito più di mille tweet, a una velocità di cinque al secondo. Il brand controrivoluzionario, da promuovere mediante questa grandinata di messaggi, decontestualizzati, è stato #SOSCuba.

Hanno fatto credere che il 60 per cento dei messaggi provenisse dall’isola caraibica, mentre in realtà erano tutti spam. Naturalmente il social network in questione si è reso “gentilmente complice“, non attivando la politica antispam o chiudendo gli account dei sabotatori, anche dopo le segnalazioni fatte dalle autorità cubane.

Le vere manifestazioni di popolo

Lo stesso giorno, e in quelli successivi, migliaia e migliaia di cittadini cubani, sono scesi nelle strade delle loro città, in difesa della rivoluzione, contro il blocco economico voluto dagli Usa, in nome di Fidel Castro. Naturalmente, il sistema mediatico occidentale non lo ha rilevato, la loro “realtà mediatica” era un’altra…

Nella foto le vere manifestazioni popolari in favore della rivoluzione

FONTE: Prensa Latina

Credit: EFE

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