Cile

Sciopero generale della piattaforma ‘Unità sociale’, per un nuovo Cile

di Marco Marano

E’ inarrestabile ormai la rabbia popolare dopo la più grande manifestazione mai vista in Cile svoltasi la settimana scorsa a Santiago. Oggi, uno sciopero generale segnerà l’inizio della fine del presidente Sebastián Piñera, erede di Pinochet e di quella fase storica: la resa dei conti è arrivata.

27est2-cile-folla-afpBologna, 30 ottobre 2019 – Dopo 11 giorni di proteste di un popolo maltrattato e deriso dal governo che negli ultimi anni lo ha sottomesso, e dopo la più grande manifestazione mai vista, con la partecipazione pacifica di più di un milione di persone, che hanno sfilato cantando “Bella ciao” e “el pueblo unido jamás será vencido”, oggi è la giornata della svolta storica.

Santiago del Cile_ 28 ottobre _ AfpSi, perché è stato indetto uno sciopero generale promosso da “Unità sociale”, la piattaforma che vede unite più di 70 organizzazioni sociali e sindacali, praticamente in tutti in settori della società cilena: sanità, istruzione, commercio, banche, industria. Ma anche l’Associazione nazionale dei dipendenti fiscali, la Federazione nazionale dei lavoratori portuali, gli operatori delle cure primarie, le reti ospedaliere,  il sottosegretariato della sanità, l’Ordine dei giornalisti del Cile. E poi ancora: la Confederazione degli studenti , l’Associazione dei parenti dei detenuti scomparsi e le organizzazioni di trasporto come la Confederazione dei lavoratori dell’aeroporto e la direzione Generale di aeronautica civile.

Esto no ha terminado

73390719_3112176068824684_4875669461652209664_nNon è finita qui, quindi, perché nel suo appello “Unità sociale” ha chiamato la popolazione a manifestare il proprio dissenso, contro il governo Piñera in tutte le forme possibili: assentandosi per organizzare assemblee  fuori dai posti di lavoro.

Le rivendicazioni della piattaforma si sviluppano su due livelli. Da un lato le richieste proprie ad ogni popolo libero che si rispetti, come ad esempio il salario minimo, le pensioni per tutti i lavoratori, il riconoscimento della piena libertà di associazione, il rispetto del diritto di sciopero, i servizi di base protetti e le tariffe eque per il trasporto pubblico.

Perché è proprio in seguito all’aumento delle tariffe del trasporto pubblico, nelle ore centrali della giornata, attivato per legge, che i cileni hanno detto basta. Soprattutto dopo le derisioni del ministro dell’Economia  Juan Andrés Fontaine che  invitava i cileni a svegliarsi prima per pagare il biglietto ridotto della metro di Santiago.

La resa dei conti: una nuova costituzione democratica

72941022_445084896140549_2336532994380005376_n (1)Sembra chiaro che queste rivendicazioni sociali non sono più rivolte a Piñera, poiché si da per scontato che le manifestazioni cesseranno quando il presidente si farà da parte.

A poco è bastato il rimpasto di governo, dei ministri più compromessi come il già citato ministro dell’economia, oppure quello dell’interno Andrés Chadwick, già uomo di Pinochet, che ha dato vita ad una spietatissima repressione, con decine di morti, centinaia di feriti, arresti deliberati, torture e stupri da parte delle forze dell’ordine…

 

 

74708921_184355085938689_7094784333696729088_nLa richiesta vera è quella di abolire finalmente la costituzione cilena scritta da Pinochet, ancora vergognosamente in vigore, che permette gli stati di emergenza, il  soffocamento nella violenza di chi si oppone alle brutalità, poiché gli viene affibbiato il marchio di terrorista, come la vicenda del popolo indigeno  Mapuche insegna.

 

FONTE: Prensa Latina

Immagine in evidenza: Prensa Latina

Credit: AFP, AFP, YouTube.com, social media

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