Rojava Siria

La presa di Serêkaniye, la volontà curda e la complicità della Nato

di Marco Marano

La forza di volontà del popolo curdo sta tenendo testa ai furibondi attacchi aerei dell’esercito turco, che nell’assedio di Serêkaniye, non è ancora riuscita ad entrare in città, malgrado gli annunci della propaganda. Nel frattempo le richieste del blocco aereo alla complice Nato, per rendere questa guerra  ad armi pari, continua a cadere nel vuoto…

12lettere-appello-profughi-kurdi-afpBologna, 14 ottobre 2019 – Serêkaniye è la città simbolo di questa inizio di guerra sporca che il secondo esercito della Nato, quello turco, sta muovendo contro il popolo curdo, per distruggere il confederalismo democratico del Rojava nord siriano, attraverso le solite operazioni di pulizia etnica e sostituzione demografica attivate dalla Turchia ad Afrin.

La forza di volontà del popolo curdo

20191009-20190314-b2b10b6a-image-jpga8b45c-imageMa il popolo curdo ha una enorme forza di volontà, oltre ad avere, attraverso le SDF, uno straordinario esercito di terra, fatto sia da uomini che da donne, cresciuti nell”ultimo decennio, in quelle unità di protezione popolare che hanno annientato l’Isis.

Ed è proprio questa straordinaria forza di volontà che sta tenendo testa all’esercito turco-jihadista, le cui bande di mercenari sono al fianco del sultano Erdogan, in vista della pulizia etnica e della riorganizzazione dell’Isis, obiettivo principale di questa guerra.

La propaganda del sultano

Foto AFPLa propaganda turca, già da due giorni, emette proclami sulla presa da parte dei turco-jihadisti, della città di Serêkaniye. Nella realtà in quella città c’è un assedio che ancora non è riuscito a scalfire la forza di volontà di questo straordinario popolo, che sta tenendo testa persino ai bombardamenti degli F-16 turchi, senza contraerea.

La complice Nato che non vuole il blocco aereo

Se la Nato, compartecipe di questo scempio, imponesse almeno il blocco aereo, impedendo l’uso degli aerei da bombardamento, questa guerra per la Turchia potrebbe anche durare anni prima di vincerla, sempre ammesso che ci riuscisse…

Un intero popolo in lotta

20191010-09-10-2019-serekaniye-serekaniye-halki-kan-vermisiz-bu-topraga-kimseye-birakmayiz-65e77dfull-jpg0d91e2-imageLa città, quindi, è ancora in mano alle SDF. Il portale curdo ANF, nostra principale fonte, che naturalmente sta seguendo sul campo la guerra sporca della Nato, ha intervistato il comandante delle SDF Sîdar Qamişlo:

“Ieri c’è stato un attacco molto violento contro di noi. Alle 10 del mattino ci siamo trovati circondati. Anche gli aerei da guerra ci hanno bombardato. Sette o otto dei nostri compagni sono rimasti feriti. Solo quattro di noi sono rimasti incolumi. Siamo stati circondati fino alle 2 del mattino del giorno successivo. Ma poi abbiamo superato l’assedio e salvato i nostri amici feriti. Abbiamo assicurato la loro sicurezza. Quindi abbiamo ricominciato l’operazione e preso il controllo dei punti occupati “.

Il comandante Qamishlo ha poi aggiunto: “Siamo fermamente al comando a Serêkaniyê. La vittoria è nostra. Stiamo andando verso il successo, non accettiamo la sconfitta. I combattenti SDF si stanno unendo alle nostre operazioni a Serêkaniyê con grande entusiasmo.”

Fonte: ANF

Immagine in evidenza: AP

Credits: AFP, ANF, AFP, ANF

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