Reggio Emilia

Il programma di un candidato leghista reggiano: ammazzare i comunisti

di Marco Marano

Bologna, 23 maggio 2019 – Anche oggi pubblichiamo una piccola storia ignobile tipicamente italiana. Casalgrande è un comune di Reggio Emilia di 20000 abitanti che si appresta a votare nel fine settimana per le amministrative. Il candidato leghista si chiama Villiam Rinaldi, fa l’autotrasportatore ed è di fede mussoliniana.

“Accoppare tutti i giudici”

Il 4 marzo era balzato agli onori delle cronache locali per alcune sue affermazioni di chiaro timbro fascista: “L’aratro traccia il solco/ la spada lo riempie (…) Cosa vengono a fare i mussulmani in Emilia Romagna, terra di prosciutti, salsicce, dove ogni metro quadrato di suolo è stato calpestato dal nobile maiale, quindi per loro la nostra AMATA pianura dovrebbe essere off limits? (…) Dopo un sondaggio ho capito che gli italiani non fanno con me una rivoluzione per paura dei processi eventuali. Bene cari compatrioti, una soluzione c’è, basta accoppare pure tutti i giudici – Avvocati e politicanti Paperoni…”

Come ammazzare tutti i comunisti

Il salto di qualità il candidato sindaco leghista lo ha fatto in questi giorni, dopo che il “camerata”, attraverso una chat vocale, si intratteneva con il segretario della Lega di Scandiano Davide Beltrami, chiamandolo affettuosamente Dadda, rivelando una sua desiderata dal sapore golpista.

Dicevamo salto di qualità, si perché l’unica soluzione possibile in Italia, per l’autotrasportatore, è quella di ammazzare tutti i comunisti presenti nel paese: “sono quasi convinto di una cosa, che per togliere la sinistra bisogna che prendiamo in mano le armi, e io ne ho tante (…) Poi gli spariamo un colpo in fronte a testa (…) per accoppare i comunisti e toglierli dalla faccia della terra bisogna sparare a tutti”.

In questo dialogo, la cosa più interessante, al di là delle intenzioni deliranti del leghista, è il know how di qui sembra essere portatore, poiché dalle sue parole si evince una conoscenza approfondita sull’uso delle armi, i calibro,  le munizioni e così via, a prescindere dal fatto se queste armi le possegga realmente… “Poi è meglio che mi calmi, Dadda, se no alla prima area di servizio mi fermo, qui verso Padova, vado dentro e il primo comunista me lo mangio dal nervoso che ho”.

FONTI: 24 EMILIA, Repubblica.it

Immagine in evidenza: 24 EMILIA

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