Libia

In Libia è guerra tra milizie e governo ufficiale

di Marco Marano

Nel paese considerato “sicuro” dal sistema di potere italiano, le milizie pro e contro il governo di Al-Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale, guerreggiano nell’area sud della città, producendo morti e feriti tra la cittadinanza.

Bologna – Il Ministero delle Salute di Tripoli, dichiarando lo stato di emergenza, ha rilasciato ieri i dati sullo scontro armato tra le brigate dell’esercito di uno dei due governi attualmente presenti in Libia, quello guidato dal Presidente Al-Sarraj e clan opposti: 5 persone uccise, tra cui tre civili, e 33 feriti. L’area dello scontro è quella sud-sudorientale della capitale Tripoli, riguarda diverse aree urbane e residenziali tra cui di  Khalit Al-Furjan, Wadi Al-Rabee,  Al-Khala Qasr, Ben Gashir.

Governi ed eserciti che si snodano

AfpQuello di Al-Sarraj è il governo riconosciuto legittimo dall’Onu e da tutta la comunità internazionale che ha sede in Tripoli e il cui esercito è composto da svariate brigate che controllano il territorio. L’altro governo, quello che ha sede a Tobruk, vede il generale Haftar come uomo forte, appoggiato da Egitto, Russia e Iran.

Poi ci sono centinaia di clan che si contendono pezzi di territorio in tutta la Libia. Sia le Brigate che i clan provengono dallo stesso background, cioè quello dei taglieggiamenti, quello del traffico di esseri umani, del traffico di greggio, droga e armi. Sono questi gruppi armati, con l’aggiunta delle incursioni Isis o di quello che ne rimane, che determinano alleanze che dall’oggi al domani si trasformano in faide, per il controllo del territorio, spremuto come un arancio

Le milizie che comandano

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L’organizzazione istituzionale del regime di Al-Sarraj si compone del Governo di Accordo Nazionale e del suo Consiglio Presidenziale. Ora succede che ogni Brigata ha una sorta di vita a sé, per cui la zona meridionale della città è controllata da una coalizione di brigate: Bab Tajoura, Ghanewa e Nawasi. Queste, combattono il governo di Tripoli.

Così il Consiglio Presidenziale ha deciso di presidiare proprio la zona sud della capitale contro la settima Brigata, della città di Tarhuna, e la Brigata Katiba 301, che controlla la parte sud-ovest di Tripoli.

L’avanzata delle due brigate verso la zona sud-est si è svolta tra domenica e lunedì.

Uno stato di guerra permanente

Foto_Social MediaCarri armati e artiglieria schierate e usate nel mezzo di aree residenziali. Così si è svolta la giornata di ieri a sud di Tripoli, una città senza legge né autorità. I combattimenti si sono quindi svolti in mezzo ai civili, molti dei quali in fuga dalle proprie case. Due ufficiali della “Coalizione delle Brigate”, sono rimasti uccisi, gli altri morti sono appunto civili.

Reuters

Il Consiglio Presidenziale si è scagliato contro le brigate ribelli, definendoli fuorilegge: “queste bande e gruppi fuorilegge che hanno terrorizzato civili e residenti non hanno spazio per tale illegalità e caos nella capitale”.

Allo stesso tempo i capi clan di Tarhuna, la città della settima Brigata, che gestiscono i traffici illeciti, si sono scagliati contro le brigate antagoniste. Poi però il capo del Consiglio degli anziani e dei dignitari di Tarhuna Saleh Alfandi ha detto che un accordo di cessate il fuoco tra le parti in conflitto è stato raggiunto, confermando il posizionamento della settima Brigata.

Il paese sicuro secondo il governo italiano

Scontri a Khalit Al-Furjan nel sud di Tripoli Foto Social MediaMa evidentemente la situazione in Libia è sempre più caotica e violenta per chiunque ci viva, che siano gli schiavi sub sahariani prigionieri nei lager, gestiti dai clan, che supportano le Brigate e dalla guardia costiera, come dai cittadini libici…

E dire che la Libia viene considerata dal governo italiano un paese sicuro dove rispedire i richiedenti asilo…

 

FONTI: Al-Jazeera, Agenzia NOVA, Libyan Express, Libya Observer

CREDITS: Afp, Reuters, Social media

Foto in evidenza Social Media

 

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