Egitto Italia

Quel pezzo di verità in più per Giulio Regeni

Tratto da Blasting News

di Marco Marano

Con la diffusione del video del ricercatore con il capo degli ambulanti si aggiunge un elemento ineluttabile sulle responsabilità egiziane.

Bologna, 23 gennaio 2017 – E’ stato trasmesso dall’emittente “Sada El Balad” il video che aggiunge un pezzetto di verità in più sull’atroce morte di #Giulio Regeni. Le immagini raccontano dell’incontro tra il giovane ricercatore e il capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, l’uomo che l’ha denunciato, poiché agiva per conto dei servizi di sicurezza egiziani. Il documento filmato è stato girato il 6 gennaio 2016, non con un telefonino, ma, a quanto sembra, con un’apparecchiatura nascosta in un bottone della camicia dell’informatore egiziano, in dotazione alla polizia del Cairo. E questa sarebbe l’ennesima prova provata che Regeni sia stato torturato e ucciso da un corpo dello stato egiziano.

Il denaro come strumento di contatto

Il video ha la durata di un’ora e 55 minuti, il colloquio in lingua araba tra Regeni e la sua controparte dura circa 45 minuti, mentre il pezzo che sta girando su Youtube è di 4 minuti scarsi, diffuso dagli inquirenti romani che lo hanno in possesso dal 7 dicembre 2016. Un dialogo estremamente significativo quello tra i due, dove il sindacalista-informatore gli chiede dei soldi, egli afferma, per curare la moglie malata: «mia moglie ha il cancro e deve subire un’operazione e io devo cercare denaro, non importa dove». L’uomo è molto insistente, come se quella richiesta fosse il viatico per qualsiasi rapporto ci potesse essere tra i due. Ma Regeni cerca di portalo verso un altro terreno, quello dell’acquisizione di informazioni sulla situazione sociale degli ambulanti, poiché il suo interesse è di natura conoscitiva: «Il denaro non è mio. Non posso usare soldi per nessun motivo perché sono un accademico…Bisogna cercare di avere idee e ottenere informazioni prima del mese di marzo».

Quali sono i bisogni del sindacato ambulanti?

A tal punto il dialogo si fa incalzante poiché Abdallah gli chiede che tipo di informazioni gli servono, e Regeni approfondisce: «Qual è la cosa più importante per te per quanto riguarda il sindacato e quali sono i bisogni del sindacato…? Voglio idee a partire da tale questione, che è la cosa più importante per noi, da cui si potranno sviluppare le idee». Poi, durante la “chiaccherata” Giulio propone al sindacalista il finanziamento di un progetto a favore delle iniziative degli ambulanti dell’ammontare di 10.000 sterline, rifiutando categoricamente di canalizzare denaro a fini privati o politici. Questo elemento del dialogo è ritenuto di estrema importanza dagli inquirenti romani che hanno acquisito l’inchiesta. Tra l’altro la Procura italiana invierà in Egitto esperti italiani e tedeschi di recupero dati delle telecamere di sorveglianza per un’analisi delle immagini relative alla stazione metro di Dokki, dove si hanno le ultime tracce di Giulio, in seguito all’accettazione della richiesta da parte del procuratore generale egiziano.

L’Italia che chiede verità

Intanto si avvicina la il 25 gennaio, giorno di commemorazione della scomparsa con quella sua ultima telefonata delle 19,41. Sono preannunciate manifestazioni di cordoglio e protesta in tutta Italia.

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